Danneggiata l’auto del costruttore Lusi

Ha denunciato di avere pagato una tangente, è un testimone chiave nell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco
CAPISTRELLO. Il costruttore Marco Lusi, ingegnere di Capistrello, uno dei principali testimoni nell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco Francesco Ciciotti, è stato vittima di un’intimidazione. I carabinieri non hanno alcun dubbio e nelle prossime ore consegneranno una relazione al procuratore Andrea Padalino. L’Audi A5 dell’imprenditore è stata danneggiata, rigata con un punteruolo su una fiancata.
L’episodio è avvenuto sabato scorso, ma soltanto ieri Lusi ha formalizzato la denuncia nella caserma del paese. Episodio che segue di pochi giorni l’arrivo della lettera con minacce di morte all’indirizzo del geometra Dario Bucci, altro elemento chiave nella vicenda, visto che anche dalle sue dichiarazioni, tutte ritenute credibili dal gip, sono arrivati gli arresti e gli altri provvedimenti cautelari del 20 novembre scorso. Dietro al danneggiamento della vettura vi è dunque un messaggio ben preciso. L’Audi di Lusi si trovava parcheggiata nei pressi di un impianto sportivo e l’autore del gesto ha agito mentre l’uomo stava giocando a calcetto con gli amici. I carabinieri hanno ascoltato alcuni testimoni per dare un volto e un nome all’autore di un gesto che torna ad alimentare veleni in paese. Lusi, come emerso a pagina 21 dell’ordinanza firmata dal gip Maria Proia, accusa Corrado Di Giacomo, ex consigliere comunale, e un geometra. Secondo l’ipotesi dell’accusa, il rappresentante dell’amministrazione comunale, al quale viene contestata la concussione, ha costretto il costruttore Lusi, alla cui ditta era stata affidata l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del cimitero nuovo di Capistrello, ad affidare indebitamente al geometra Mattia Coviello l’incarico di redigere un rilievo planimetrico del cimitero e poi a pagare la somma di 2mila euro, sotto l’implicita minaccia di ritorsioni. Coviello ha consegnato all’imprenditore una fattura. Pagamento che secondo l’accusa mascherava una tangente. Accuse che erano state confermate da Lusi ai carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila. L’inchiesta di Capistrello era nata dopo le dimissioni dell’allora presidente del consiglio comunale, Francesco Bisegna, nel 2017, e supportata dalle rivelazioni di Lusi e Bucci. Un presunto sistema illecito nell’assegnazione di appalti e incarichi. Sono 17 gli indagati a vario titolo. Il Comune di Capistrello è attualmente commissariato. Il sindaco Ciciotti si era dimesso il 6 dicembre. Sia per Lusi che per Bucci dovrebbe scattare un sistema di vigilanza su disposizione della questura dell’Aquila.
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