«Danneggiati dalle buche ma il Comune non paga»

24 Aprile 2018

Due pedoni feriti e un’auto rotta, l’avvocato Paris pignora i fondi della tesoreria La replica dell’assessore Mazzocchi: «L’iter di queste pratiche è incompleto» 

AVEZZANO. Vincono i contenziosi contro il Comune di Avezzano, ma non riescono a incassare le somme stabilite dal giudice di pace per i danni da buche.
Alle numerose richieste di pagamento, prima con la notifica della sentenza, poi con l’atto di precetto, l’Ente ha sempre risposto picche, fino a che l’avvocato di tre danneggiati ha chiesto alla banca di pignorare i fondi della tesoreria comunale. Ma i cordoni della borsa dell’Ente sono rimasti ancora una volta sigillati attraverso una delibera della giunta comunale che ha stabilito limiti all’esecuzione forzata delle risorse comunali per «garantire l’erogazione dei servizi indispensabili; le retribuzioni del personale dipendente e il pagamento delle rate dei mutui in scadenza».
A battere cassa, attraverso l’avvocato Gianni Paris, sono tre cittadini, due per lesioni fisiche (uno per 3.925 euro, l’altro per 2.907), una per il danno riportato dalla propria autovettura (1.187 euro): tutte e tre le sentenze emesse dal giudice di pace (una appellata in Cassazione dal Comune) sono riconducibili alle buche disseminate in ogni angolo della città.
«Le tre sentenze sono tutte esecutive», afferma l’avvocato Paris, che è anche presidente dell’Avezzano calcio, «è assurdo che un Comune non paghi i danni subiti da cittadini che pagano le tasse per il pessimo stato delle strade».
L’assessore al Bilancio non è dello stesso avviso.
«L’iter delle pratiche per il risarcimento dei danni per le buche non è completo», replica Felicia Mazzocchi, «il Comune pagherà le somme stabilite dal giudice di pace appena la procedura amministrativa arriverà alla fase finale con il riconoscimento del debito fuori bilancio».
La questione delle buche in città, negli ultimi anni, ha rappresentato un vero e proprio salasso per il Comune. Il culmine del fenomeno fu raggiunto nel 2014. Per arginarlo, nel 2015 l’ex amministrazione Di Pangrazio istituì un’unità di progetto, alle dipendenze del corpo della polizia locale, con l’obiettivo di stringere le maglie troppo larghe dei controlli. Scelta che ha fatto segnare una netta inversione di tendenza e in soli tre anni ha quasi azzerato gli esborsi e le richieste: nel primo anno di attività, infatti, a fronte di una richiesta danni per 600mila euro il Comune ha pagato 21.562 euro; nel 2016 l’amministrazione ha sborsato 6.282 euro sui 173mila richiesti; nel 2017 la somma è scesa ancora, fino a 2.418 euro sugli oltre 64mila richiesti.
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