«Danni ambientali dai lavori all’elettrodotto»

San Demetrio, denuncia dei carabinieri forestali: deturpata la vegetazione vicino al lago Sinizzo
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. I carabinieri forestali della stazione di Fontecchio, nell’ambito dei controlli di realizzazione di un elettrodotto, hanno accertato, in un’area boschiva sottoposta a vincolo paesaggistico, consistenti movimenti di terra per l’installazione di pali di sostegno; e, inoltre, sono stati notati tagli, sradicamenti e danneggiamenti di numerose essenze arbustive e arboree di alto fusto in assenza della prescritta autorizzazione.
L’area interessata è quella del Comune di San Demetrio ne’ Vestini nei pressi del lago di Sinizzo. L’impresa incaricata, utilizzando, un mezzo escavatore per spostarsi all’interno della zona boschiva (percorrendo un antico sentiero denominato “strada vicinale della fonte”, a valle della quale è collocata un’antica fonte di acqua sorgiva, realizzata in pietra e una vasca di raccolta realizzata anch’essa in pietra per l’abbeveraggio degli animali), ha fatto dei danni determinando, inoltre, il crollo di muretti a secco e l’eliminazione degli storici gradini in pietra.
Si tratta di una linea elettrica che parte dall’abitato della frazione di San Giovanni e raggiunge l’area del Lago Sinizzo, interessando la località Valle Cupa e oltrepassando il corso d’acqua denominato “Fosso San Giovanni”.
«L’area attraversata», dicono i carabinieri forestali, «è sottoposta a vincolo paesaggistico, per la presenza del bosco e la distanza da acque pubbliche inferiore a 150 metri mentre le architetture rurali sono di interesse storico ed etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale e costituiscono, pertanto, “beni culturali”».
«Da ulteriori accertamenti esperiti in sede di Mibact-Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio dell’Aquila», fanno sapere fonti investigative, «non è risultato alcun atto autorizzativo ai sensi della normativa vigente». I presunti responsabili sono stati denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria, ai sensi dell’articolo 734 del codice penale: deturpamento di bellezze naturali. Per questo reato non è necessaria l’irreparabile distruzione della bellezza naturale di un determinato sito, basta che sia stata alterata.
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