Danni dai cinghiali Confagricoltura: «Sciopero del voto»

19 Maggio 2014

AVEZZANO. Campi devastati dai cinghiali. Interi raccolti andati perduti per colpa di cervi e caprioli. Gli agricoltori dicono basta. Con una protesta che dilaga fra la Marsica e la Valle Peligna....

AVEZZANO. Campi devastati dai cinghiali. Interi raccolti andati perduti per colpa di cervi e caprioli. Gli agricoltori dicono basta. Con una protesta che dilaga fra la Marsica e la Valle Peligna.

Protesta guidata dalla Confagricoltura. Vinicio Blasetti, presidente della Sezione zootecnica dell’associazione di categoria, avverte: «Riconsegneremo le tessere elettorali nelle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e sospenderemo il pagamento di tasse e tributi fino a quando il governo non troverà una soluzione al problema». Il rappresentante di Confagricoltura ricorda di avere «già segnalato il verificarsi di danni alle coltivazioni da parte di cervi e caprioli nella Valle Subequana, ma ciò che sta accadendo in questa primavera, va oltre le peggiori previsioni. Già nel mese di aprile abbiamo denunciato la perdita totale di molti ettari di terreno appena seminati a mais nei Piani Palentini, razziati dai cinghiali, ma oggi quello che gli anni scorsi è stato un fenomeno occasionale e limitato a zone isolate sta divenendo un fenomeno normale. Ci eravamo rassegnati ai danni nel momento di raccogliere, avendo speranze vane su indennizzi pubblici mai arrivati, e allora abbiamo sperimentato raccolte fuori tempo con sistemi di dissuasione fai da te, ma mai avremmo pensato che non saremmo riusciti neanche a seminare».

Blasetti si scaglia contro le istituzioni.

«La latitanza delle amministrazioni sul tema è assoluta» riprende il presidente della Sezione zootecnia «anzi l’unica norma approvata, oltre a un regolamento incompleto e inapplicabile, è quella secondo la quale la Regione non pagherà i danni oltre la insufficiente dotazione finanziaria. Il Parco Velino Sirente, sollecitato a effettuare la verifica e la quantificazione dei danni, dorme sogni tranquilli, non disponendo neppure di un tecnico sufficientemente preparato per fare le verifiche. La Provincia vive momenti di appannamento. Non si riesce a parlare con i funzionari e le guardie provinciali, mentre il presidente Antonio Del Corvo e la vicepresidente Antonella Di Nino non rispondono più al telefono, evidentemente troppo impegnati nella campagna elettorale. Ricordiamo di aver scritto, concertato, osservato, discusso, condiviso ed eccepito, ma nulla, proprio nulla, è stato fatto in concreto e sono passati oltre 20 anni dalle prime richieste. Gli allevatori sono rassegnati, ma non vinti. E, visto che in piena emergenza ci risulta impossibile ottenere la risposta dei vertici della Provincia dell’Aquila, cambiamo i metodi di protesta: da oggi riconsegneremo le tessere elettorali al presidente Napolitano» conclude Blasetti «e sospenderemo il pagamento di tasse e tributi fino a quando il governo non troverà una soluzione al problema». ©RIPRODUZIONE RISERVATA