Danni dei cinghiali mai risarciti Decisa l’occupazione a oltranza

8 Luglio 2017

Gli agricoltori: «Resteremo nella sede del Parco Sirente Velino finché la Regione non ci ascolterà» La protesta a Rocca di Mezzo appoggiata da almeno cento aziende che operano nell’Aquilano

ROCCA DI MEZZO. Occuperanno la sede del Parco Sirente Velino a Rocca di Mezzo fino a quando non ci sarà un intervento da parte della Regione. Si tratta degli agricoltori della Marsica, della Valle Subequana e del resto dell’Aquilano che da due giorni presidiano la sede dell’ente di protezione. La manifestazione spontanea iniziata dagli imprenditori della Valle Subequana è nata per chiedere i rimborsi per le aziende agricole dei danni causati dalla fauna selvatica e dai cinghiali in particolare. L’occupazione non ha fatto mancare la tensione con persone che hanno minacciato di commettere atti estremi. Carabinieri, altri agricoltori e personale del Parco sono riusciti a evitare che la situazione potesse precipitare. Ma i nervi restano tesi. Sia per le bollette in scadenza e per i bilanci di alcune aziende che rischiano il fallimento mentre, per altre, sono arrivati i pignoramenti. Inoltre, molti agricoltori hanno rinunciato a seminare prodotti pregiati che tutti gli anni finiscono nelle pance dei cinghiali e per cui ,non ricevono gli indennizzi. «Andremo avanti sino all'accoglimento delle nostre richieste», afferma Vinicio Blasetti agricoltore di Massa d’Albe, «al momento siamo più di trenta, ma abbiamo ricevuto la solidarietà di oltre 100 aziende. La protesta non riguarda solo i territori del Parco, ma tutto il mondo agricolo regionale». Un settore che attende i rimborsi per i danni da fauna selvatica per il 50% dal 2010, da parte della Regione, e per il 75% dal parco Sirente Velino che tuttavia, è riuscito a pagare gli indennizzi sino al 2015. L'ammanco per l’intero settore è stimato in circa 4 milioni. «Ci hanno tolto 150mila euro di fondi dal bilancio», ha aggiunto Annabella Pace commissario del Sirente Velino, «il nostro ente continua ad essere mortificato dalla Regione che deve decidere cosa vuole fare di questo Parco». A complicare la situazione del Sirente Velino anche la questione del de minimis che insieme al taglio dei fondi ha impedito di rimborsare le aziende. «Per superare il de minimis», ha aggiunto il direttore Oremo Di Nino, «la Regione deve produrre una specifica direttiva». Sulla questione sono intervenuti anche Concezio Gasbarro e Stefano Fabrizi rispettivamente presidente e direttore di Confagricoltura. «Sono troppi anni che il settore viene ignorato», hanno detto, «ora è inevitabile che gli agricoltori si facciano sentire da chi non ha mostrato nessun interesse per i problemi della categoria». Inoltre, a mettere nero su bianco e sollecitare l’intervento della Regione è stato il presidente della comunità del Parco e sindaco di Fagnano Alto, Francesco D’Amore: «Ho chiesto al presidente della Regione di avere un incontro al più presto per risolvere le problematiche».
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