Danno erariale, condannato Di Gregorio

9 Febbraio 2018

Il funzionario comunale pagherà 6mila euro per la demolizione (non dovuta) della casa materna

L’AQUILA. La terza sezione di appello della Corte dei conti ha confermato la condanna a carico del funzionario comunale Mario Di Gregorio e ad altri coimputati per la discussa vicenda riguardante presunte irregolarità della ricostruzione dell’abitazione della madre di lui. La sanzione complessiva è modica, visto che si tratta di 10mila euro di cui il 60 per cento a carico di Di Gregorio e il restante a carico dei coimputati. «Di Gregorio», scrivono i giudici, «si sarebbe adoperato per l’immobile della madre con indicazione di urgente provvedimento di demolizione, poi effettivamente avvenuta».
Secondo la ricostruzione del requirente ci sarebbe stata una spesa inutile per abbattimento e smaltimento, fatta gravare sul Comune dell’Aquila e sulla presidenza del consiglio dei ministri. Nella vicenda erano implicati anche i tecnici Luca Pelliccione, del Comune, e quelli della protezione civile, Mario Smiraglia, Luigi Finazzi, Piermarco Cardoni. «I tre tecnici della commissione di Protezione civile», dicono i giudici, «con condotta contraddistinta da grave insufficienza professionale, hanno applicato il procedimento che doveva portare alla demolizione dell’edificio, ritenuto in emergenza sismica, senza acquisire la valutazione di uno strutturista che nelle ipotesi di demolizione serviva per meglio indirizzare gli interventi e le risorse da impiegare e senza documentare, come sarebbe stato loro dovere, lo stato dell’immobile; soprattutto perché vi era stato un precedente sopralluogo dei vigili del fuoco che non riscontravano alcun danno strutturale classificando l’edificio a basso rischio». «Quanto a Pelliccione», scrivono i giudici», «era palese l’improvvido operare del tecnico comunale nella compilazione del verbale di demolizione». Di Gregorio viene censurato in quanto, a detta del collegio, «avrebbe dovuto astenersi dal trattare la pratica riguardante l’immobile della genitrice nell’ambito della quale il rup della demolizione dichiarava di non essersi mai occupato della pratica». Il collegio, presieduto da Angelo Canale, ha attribuito ai ricorrenti spese di giustizia di circa 208 euro in via solidale tra loro. Per questa vicenda Di Gregorio è stato condannato nel penale per abuso d’ufficio a 2 anni (benefìci di legge), ma non per il cambio di categoria (da A a E) della casa inagibile ma per una modifica fatta all’interno dell’abitazione. Le motivazioni spiegheranno l’esito della sentenza (che sarà appellata) non apparso a tutti chiaro.
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