Danno fuoco all’auto dell’assessore

5 Settembre 2014

Rogo doloso nella notte: distrutta l’Audi Q5 di Verdecchia, la polizia sta visionando i filmati di alcune telecamere

AVEZZANO. Incendiata l’auto dell’assessore comunale di Avezzano, Roberto Verdecchia, molto conosciuto anche come avvocato. La pista più accreditata è quella del dolo. Mancava qualche minuto alla mezzanotte, quando alcuni passanti hanno visto le fiamme avvolgere l’Audi Q5, parcheggiata su via Nazario Sauro, a due passi da piazza Risorgimento e hanno allertato subito i vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati i pompieri che hanno domato l’incendio e hanno impedito che coinvolgesse anche altre auto vicine. Al loro arrivo c’era già Verdecchia. In via Sauro è arrivata anche la squadra anticrimine del commissariato di Avezzano, al comando del sostituto commissario, Gaetano Del Treste. Una volta che i vigili del fuoco hanno spento le fiamme, gli uomini della Scientifica hanno lavorato per ore per rilevare tracce utili a ricostruire quanto accaduto e risalire ai responsabili del vile gesto. Ora le indagini sono coordinate dal dirigente Paolo Gennaccaro. Al momento dell’incendio la piazza era gremita di persone per lo spettacolo di due comici di Zelig e a seguire quello del mago Giucas Casella. Per questo in pochi minuti sul posto si sono riversati anche molti curiosi. La polizia ha già visionato diversi filmati, girati da alcuni passanti. Le riprese partono dall’incendio e non sono utili al fine di individuare i responsabili. Nella zona però ci sono diverse telecamere di videosorveglianza. È in questi filmati che potrebbe essere trovata la svolta che dia un volto ai malviventi. Verdecchia è un noto penalista e a lui è stata affidata la difesa di molti casi legati alla malavita locale. E anche su questa pista si stanno concentrando gli inquirenti. Ieri mattina l’assessore ha partecipato a un’assemblea all’Aquila in cui si è discusso della centrale Powercrop e ha commentato così l’accaduto: «Non ritengo collegata la vicenda della mia macchina a quella della Powercrop. La nostra opposizione va avanti dal 2008, non da adesso. Sono ultraconvinto dell'ininfluenza del caso Powercrop, ma se qualcuno pensa di intimidirmi ha sbagliato soggetto: né come avvocato, né come politico. Non chiederò nessuna scorta né tantomeno la gradisco. L'unica mia preoccupazione sono i miei familiari». A Verdecchia è arrivata la solidarietà del presidente dell’ordine degli avvocati, Sandro Ranaldi, a nome di tutti gli avvocati del foro, che confida «nel lavoro della polizia per l'individuazione dei responsabili». Così anche il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, che aggiunge: «Sono convinto che si tratta del gesto isolato di un balordo che nulla ha a che fare con l'attività politica di Verdecchia».

Magda Tirabassi

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