De Angelis, ultimo atto per evitare il tonfo politico

Chiamata per i 4 consiglieri ribelli: «Sono la squadra simbolo del mio progetto» Eligi (5 Stelle): «Sindaco ostaggio del gruppo Di Pangrazio». L’Udc trema
AVEZZANO. Sindaco pronto a un ultimo faccia a faccia pre-consiglio comunale con i 4 malpancisti per provare a ricomporre la maggioranza ed evitare la prova del nove senza paracadute, lunedì 21 maggio, giorno del consuntivo. «In settimana», annuncia Gabriele De Angelis, «convocherò un incontro per provare a ricucire il rapporto con la squadra simbolo del mio progetto politico mirato a cambiare profondamente questa città. Confido nella buona volontà di tutti per continuare il percorso di rivoluzione culturale messo in cantiere in questi primi mesi di governo». Il sindaco, quindi, colto il pericolo di andare a sbattere sul bilancio, punta a riannodare il dialogo con i consiglieri di Responsabilità civica, Vincenzo Ridolfi, Alessandro Pierleoni, Donato Aratari e Mariantonietta Dominici. Obiettivo? Superare i diverbi, ma soprattutto, ritrovare un punto di incontro rispetto a quel patto di maggioranza, che assegnava due assessorati ai ribelli entro l’8 maggio, rimasto lettera morta. Sgarro alla base del forfait dei malpancisti nella prima commissione dove i resti della maggioranza sono stati messi ko dal gruppo Di Pangrazio, in “festa” per la bocciatura dei punti in viaggio verso il consiglio e per aver piazzato ai vertici Nando Boccia e Roberto Verdecchia. «L’elezione di Boccia a presidente della prima commissione, con il voto unanime di maggioranza e minoranza», replica De Angelis, «era un segnale di apertura nel segno della trasparenza e condivisione del programma con l’obiettivo di svelenire il clima e impegnarsi insieme per la soluzione dei problemi e per portare avanti i progetti di riqualificazione di piazza Torlonia, piazza Risorgimento, piazza del Mercato, scuole e nuovo municipio. Purtroppo, l’anatra zoppa, mai successa ad Avezzano, ha fatto saltare gli equilibri di maggioranza e trovare la nuova quadra non è facile. Non accetto, però, di farlo con chi è spinto ancora da spirito distruttivo». Il bersaglio è ovviamente il suo predecessore, Gianni Di Pangrazio, con il quale era stato avviato un tentativo di dialogo, «ormai chiuso. Ma resta aperto», aggiunge De Angelis, «con chi vuole dare un contributo fattivo alla crescita della città». Il sindaco, quindi, tende la mano ai consiglieri, in primis ai malpancisti, forse per cercare un incontro a metà strada, ovvero, un assessorato prima del consiglio, l’altro più in là, con l’obiettivo di restare in sella il 21 maggio. «Altrimenti», avverte il sindaco, «siamo pronti per la nuova campagna elettorale».
Francesco Eligi, (Movimento 5 Stelle), invece, vede la fine per il sindaco, «ostaggio del gruppo Di Pangrazio», e lo invita ad «arrendersi. La maggioranza», afferma, «è in lenta agonia: chi decide è la coalizione Di Pangrazio, mentre l’amministrazione sta andando avanti contro le più elementari regole della democrazia». Per Eligi, quindi, ai resti della coalizione De Angelis, strapazzati in commissione, non resta che «trarre la logica conseguenza», ovvero «fare un passo indietro».
Lo schiaffo in commissione ha fatto suonare il campanello d’allarme tra i centristi dell’Udc che non sembrano intenzionati a “immolarsi” sull’altare della guerra fratricida della coalizione De Angelis. L’intesa pre-consiglio con i 4 ribelli, quindi, è vitale per la sopravvivenza.
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