De Benedictis, addio di avvocati e amici nella chiesa gremita

La sua toga sulla bara coperta di fiori e vegliata dai colleghi Il professionista stroncato da un malore aveva 59 anni
L’AQUILA. La bara coperta di fiori, a destra e a sinistra gli avvocati con la toga, la chiesa delle Anime Sante gremita e molta più gente costretta a rimanere fuori. In un clima di profonda commozione il mondo forense aquilano ha dato l’ultimo saluto all’avvocato Vincenzo De Benedictis, morto improvvisamente all’età di 59 anni. De Benedictis è stato trovato riverso in una stanza dalla figlia 17enne. Un infarto che lo ha colto mentre era in convalescenza per via di una polmonite in via di guarigione. Ex giudice onorario e componente dell’Ordine degli avvocati, De Benedictis aveva ricoperto di recente anche l’incarico di referente (sempre per l’Ordine) dell’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. E poi le sue grandi passioni per il golf e il calcio diventando anche responsabile delle attività giovanili del comitato abruzzese, braccio destro del delegato Leonardo Gravina, vice presidente della Commissione disciplinare della Lega calcio dilettanti.
E nella chiesa delle Anime Sante, accanto ai suoi familiari e ai tanti amici, c’era praticamente buona parte dell’avvocatura aquilana e abruzzese, insieme a moltissimi magistrati e a tanti dipendenti del tribunale. In un clima di profonda commozione, don Renzo D’Ascenzo, che insieme a don Daniele Pinton ha celebrato la messa, ha esortato i presenti a non lasciarsi distruggere dall’amarezza per la perdita del loro caro, «perché lui è nella luce, siamo noi che restiamo ancora nelle tenebre».
Vincenzo De Benedictis, fratello dello stimato chirurgo aquilano Massimo, era anche cognato di Fabrizia Aquilio, assessore uscente al Comune dell'Aquila, per anni capo di gabinetto della giunta Tempesta e attualmente al vertice del Comitato Perdonanza. E proprio Fabrizia Aquilio, insieme ai colleghi di Vincenzo e al presidente dell'Ordine degli avvocati Maurizio Capri, si è soffermata per sistemare sulla bara sommersa dai fiori la toga del compianto avvocato, da tutti stimato per le sue qualità umane e professionali. L’avvocato Capri, nella sua veste di presidente dell'Ordine, a fine cerimonia ha voluto ricordare con parole cariche di commozione l’amico e collega improvvisamente scomparso, stringendosi al dolore dei suoi familiari, della moglie Maria Cristina e dei figli Fabio ed Elena.
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