De Cesare per ora salva il posto Ma c’è tensione in maggioranza

29 Dicembre 2020

Il sindaco Di Pangrazio sta attivando canali diplomatici per ricucire lo strappo con la diocesi dei Marsi Infuocata riunione e consiglieri divisi sul futuro del neo assessore: dimissioni, perdono o revoca?

AVEZZANO. Maggioranza in fibrillazione sul post contro papa Francesco del neo assessore Lorenzo De Cesare. Messaggio apparso su Facebook nel giorno di Natale. Un colpo a freddo che prima ha irritato la Curia, scatenando una serie di polemiche, e adesso agita la coalizione Di Pangrazio. Seppur sottotraccia, mentre ieri l’assessore era al lavoro a Palazzo di città, nelle fila della maggioranza serpeggiava l’irritazione per quell’esternazione contro il Santo Padre, bollata come insultante dalla diocesi, che ha messo in cattiva luce l’istituzione pubblica cittadina. Neanche le pubbliche scuse di De Cesare, sollecitate dal sindaco Gianni Di Pangrazio, per arginare lo “tsumani politico religioso”, hanno rasserenato del tutto gli animi nella maggioranza, tanto che la questione ha agitato la riunione del pre-consiglio comunale incentrato su punti importanti come il lodo Irim e la destinazione finale del mercato del sabato. Alla fine della riunione, a tratti infuocata, dove alcuni consiglieri spingevano per le dimissioni, altri per il perdono, altri ancora per la revoca, ha prevalso «la ragion di Stato». Bocce ferme, quindi, per il momento, in attesa di tempi migliori, mentre sono stati attivati canali diplomatici per provare a ricucire i rapporti con la curia avezzanese. La speranza, ovviamente, è di ottenere il “perdono” per quell’uscita infelice del neo-assessore, con l’impegno che non si verifichi più.
COS’È ACCADUTO. L’incidente diplomatico, che ha scatenato la querelle e la ferma reazione della diocesi, è comparso nel primo pomeriggio di Natale sulla pagina social dell’assessore: «Mai la chiesa è caduta così in basso come con questo papa (ma nel messaggio per errore c’è scritto papà, ndc). Una delle cose che la dittatura mette in atto è la distruzione di altro credo. Le religioni da sempre sono state al primo posto. Con la chiesa ora non ne hanno avuto bisogno il papa è loro alleato. Misero è in malafede uomo piccolo piccolo».
LA CURIA. L’attacco al pontefice ha provocato la ferma reazione della curia: «L’assessore De Cesare, con un linguaggio approssimativo e confuso sul proprio profilo, ha rivolto parole insultanti nei confronti di papa Francesco definito misero, in malafede, uomo piccolo piccolo. Sono parole offensive che travalicano ogni legittima libertà di pensiero e risultano particolarmente gravi perché pronunciate da persona che riveste un ruolo istituzionale nel governo cittadino e, per questo, investito della responsabilità di rispettare la coscienza religiosa e laica del tessuto civile».
IL SINDACO. C’è stata anche la reprimenda di Gianni Di Pangrazio: «La coscienza religiosa e l’istituzione della Chiesa meritano la vicinanza spirituale di milioni di fedeli e il rispetto di chi ricopre ruoli istituzionali. Tanto più ciò vale per il Santo Padre. Il senso delle parole scritte da De Cesare, in un post che avrei preferito non leggere, risulta offensivo per tutti noi cattolici. Ritengo necessarie scuse formali e immediate verso tutti, compreso il sottoscritto: in caso contrario sarò costretto a prendere provvedimenti».
IL DIETROFRONT. Annusata aria di bufera, De Cesare ingrana la retromarcia: «Quando si sbaglia nell’esprimere un pensiero, offendendo la sensibilità altrui, bisogna saper chiedere scusa. Mi dispiace anche perché, quelle righe, hanno causato comprensibilmente la reazione della diocesi e il forte imbarazzo dei colleghi amministratori e del sindaco. A loro e a tutti i concittadini chiedo, per questo, scusa».
LEVATA DI SCUDI. Il post ha scatenato la reazione di Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Idea Cambiamo, dei consiglieri di minoranza Lorenza Panei, Stefano Lanciotti e Mario Babbo, dell’ex assessore, Leonardo Casciere, del Movimento cristiano lavoratori, di Avezzano bene comune e di don Aldo Antonelli, che chiedono la marcia indietro o la revoca di De Cesare. L’assessore, però, almeno per ora, salva la poltrona.
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