De Luca di nuovo al Cam: «Combatterò gli sprechi»

31 Luglio 2019

AVEZZANO. A volte ritornano. Flavio De Luca sbaraglia la concorrenza per il posto nel consiglio di gestione del Cam: a quasi sette anni di distanza, dopo la breve parentesi nelle vesti di...

AVEZZANO. A volte ritornano. Flavio De Luca sbaraglia la concorrenza per il posto nel consiglio di gestione del Cam: a quasi sette anni di distanza, dopo la breve parentesi nelle vesti di amministratore delegato e direttore generale della società, al fianco dell’allora presidente, Lorenzo De Cesare, l’avvocato e manager pubblico romano legato alla famiglia Piccone – era molto amico dell’imprenditore Ermanno – torna nella stanza dei bottoni del Consorzio acquedottistico marsicano. Il via libera all’ingresso di De Luca – incarico di un anno, per un compenso di 18mila euro – è scattato ieri. De Luca era uno dei 28 candidati in corsa per il posto lasciato libero da Armando Floris nel consiglio di gestione presieduto da Manuela Morgante. Il consiglio di sorveglianza composto da Alessandro Pierleoni (presidente), Antonio Mostacci e Felicia Mazzocchi ha scelto l’ex amministratore delegato per ricomporre la governance del Cam chiamata a un duro lavoro per evitare il fallimento. «Una persona con esperienza ultradecennale nel campo societario», sottolineano i componenti del consiglio di sorveglianza, esprimendo soddisfazione per la scelta.
De Luca ha già un’idea sulle operazioni principali da fare per riportare la società di gestione del ciclo idrico in acque più tranquille. «Il problema principale della società di gestione è notorio», sostiene, «ed è il forte indebitamento, che va affrontato con grande determinazione nelle sedi opportune per superare la fase cruciale, mentre occorre un’azione incisiva contro allacci abusivi e recupero crediti, senza fare sconti ai furbi, categoria molto diffusa in Italia: chi ruba l’acqua, un bene essenziale, va ricercato e combattuto. Va recuperata la cultura del rispetto delle regole in nome di una nuova collaborazione collettiva». Per il neo consigliere di gestione, che cita i Paesi anglosassoni dove l'acqua può essere proprietà privata, mentre in Italia è di proprietà demaniale, occorre lavorare per un «equilibrio che consenta di assicurare servizio e pareggio di bilancio. È necessario un rilancio del Cam», conclude De Luca, «attraverso una sinergia con gli Enti locali e la Regione, mentre può andar bene la strada di più gestori, però nell’ottica di una razionalizzazione e collaborazione orizzontale e verticale che tenga conto degli indici territoriali». Il primo scoglio da superare, però, è quello dei creditori del debito mostruoso del Cam per delineare il futuro. Una partita non facile vista la situazione economica della società, peggiorata non poco dal 2013, quando De Luca mise piede al Cam in uno dei periodi politici più turbolenti, con l’ex sindaco di Capistrello, Antonino Lusi, alla guida del consiglio di sorveglianza: all’epoca il debito conosciuto ammontava a 51milioni di euro, ora ha superato di gran lunga quota 100.
©RIPRODUZIONE RISERVATA