De Masi: confronto tra noi e Rugby Club per unire le forze

Dopo la vittoria nel derby la Polisportiva fa la sua proposta «La Rc è sempre sul filo del fallimento, L’Aquila siamo noi»
L’AQUILA. «Il derby vinto domenica dall’Aquila Rugby Club a Villa Sant’Angelo con la Gran Sasso, dimostra due cose: la prima, gli aquilani sanno giocare a rugby; la seconda, senza i nostri ragazzi – otto, di cui sette in campo – la Rc non avrebbe potuto giocare, perché 19 (gli atleti in lista) meno otto fa undici».
È la premessa di Vincenzo De Masi, presidente della Polisportiva L’Aquila Rugby, che prende spunto proprio dal derby per ribadire la sua proposta: «Sediamoci intorno a un tavolo e cerchiamo innanzitutto di fare chiarezza. E poi di vedere se ci sono i margini e la volontà di unire le forze e riportare in alto il nome dell’Aquila Rugby. Perché, intendiamoci», precisa De Masi, «bisogna chiarire un equivoco di fondo: L’Aquila Rugby è una ed è la Polisportiva, che ha quasi 80 anni di storia, e non la Rc, nata tre anni fa».
De Masi è partito da questo concetto ieri, si può dire quasi “a caldo”, dopo la partita, mettendo a fuoco la prestazione e la «splendida lezione che gli atleti scesi in campo, sia quelli più esperti che gli esordienti, ci hanno dato di unità, di voglia di fare, di grinta, di rispetto dei valori del rugby e dei colori della città. Che poi sono quelli delle nostre maglie, delle nostre società. Raccogliamo il loro esempio», è l’esortazione di De Masi, «e diamo loro la risposta che meritano e che tutta la città aspetta. Con la loro stessa grinta, con la loro determinazione e la loro modestia, torno – a nome della Polisportiva L’Aquila Rugby – a chiedere, ancora una volta, di sederci intorno a un tavolo, come dirigenti responsabili, insieme a chi vorrà aiutarci nel necessario e imprescindibile percorso di collaborazione».
«Noi conosciamo bene i fatti, i problemi, i retroscena e anche le prospettive, sia positive, che preoccupanti», sostiene De Masi, «e spetta a noi chiarire gli equivoci, affrontare i fatti per quelli che sono e renderli trasparenti e chiari per tutti».
Il presidente della Polisportiva offre due possibilità alla Rugby Club: intraprendere un rapporto stretto di collaborazione («abbiamo tutta questa stagione di tempo», dice De Masi) e sistemare le cose dal punto di vista organizzativo-societario e tecnico, in modo da «ricomporre un’unica società – non certo in un “abbraccio mortale” – e un unico grande settore giovanile, com’era un tempo, quando dall’Aquila sono usciti fior di giocatori, da Mascioletti a Ghizzoni, da Troiani a Festuccia, Caione, Maurizio Zaffiri. Sembra un rugby lontano anni luce», dice De Masi, «ma solo perché ci siamo allontanati e ci siamo sfaldati. Ecco perché è importante ritrovare l’unità di intenti. In questo potrebbe fare da arbitro il Comitato dei garanti, che ha “scoperto” il calderone del debito di quasi un milione di euro accumulato dalla Rugby Club».
E questo è l’aspetto più significativo e l’ostacolo maggiore: L’Aquila Rc è tornata in campo e ha vinto, ma se riuscirà ad andare avanti nel campionato di serie A, avrà sempre la spada di Damocle sulla testa del debito. Qualsiasi creditore dovesse chiedere soldi e presentare un’istanza, sarebbe il fallimento, perché altri si accoderebbero. La stessa Polisportiva vanta un credito di 210 mila euro. «In caso la collaborazione dovesse essere rifiutata, allora bisognerà fare chiarezza una volta per tutte», conclude De Masi, «e cioè che L’Aquila Rugby è la Polisportiva. Allora chi avesse intenzione di aiutare la pallaovale aquilana – imprenditori in primis – può farlo con noi, l’unica vera società neroverde, ripartendo dalla serie C. E e in tre anni si potrebbe arrivare alla serie A».
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