De Matteis contro Cialente «È lo zerbino di D’Alfonso»

22 Luglio 2015

Il consigliere comunale d’opposizione: «La città vessata e malconsiderata dal presidente della Regione grazie anche al colpevole silenzio del sindaco»

L’AQUILA. «Se non fosse ormai patetico, il nostro ineffabile Cialente potrebbe essere addirittura divertente. Oggi, dopo l’ennesima bufala, dice che è il frutto di una politica non urlata. Infatti la restituzione della fascia al presidente della Repubblica, le invettive contro i vari governi, la marcia su Roma, il consiglio comunale in piazza, le urla contro Chiodi, Barca, Letta, Monti e Trigilia sono un classico della politica non urlata». A parlare è il consigliere comunale Giorgio De Matteis che, dopo l’attacco di Cialente all’opposizione con quel «i gufi sono stati ancora una volta battuti, parla di un sindaco che «più che della politica non urlata, è maestro della politica zerbino. Infatti, mai come in questo periodo», aggiunge De Matteis, «L’Aquila è vessata e mal considerata dal presidente della Regione D’Alfonso il quale, grazie al servilismo sciocco e al colpevole silenzio di Cialente e compagni, continua a martellare sulla città. Il campione di campanilismo Cialente, oggi grida contro chi difende gli interessi della città da un governo regionale che penalizza le istituzioni culturali cittadine a valenza regionale, che prende in giro gli aquilani con la legge farsa e a tratti ridicola sul capoluogo, che tenta la furbata sciocca della nomina alla presidenza del Parco Gran Sasso, in barba al rispetto del sindaco e del vicepresidente della giunta regionale, che non trova nell’intera città dell’Aquila una persona degna di rivestire il ruolo di direttore generale della Regione, che vaga da un anno in un limbo di parole fatue, che tenta di acquistare nuovi palazzi della Regione a Pescara per spostare gli uffici dall’Aquila. Questa è la Regione in cui il sindaco, un tempo loquace e querulo, oggi tace e si stende come un tappeto per farsi calpestare. L’ultimo dei patetici annunci di questo presidente della Regione e di questo sindaco è quello relativo alla visita del presidente della Repubblica Mattarella. Ormai, in perfetto stile renziano, tra D’Alfonso e Cialente fanno a gara a chi la spara più grossa. Dopo la visita di Renzi, annunciata per sei volte e mai avvenuta, ora aspettiamo il fantasma di Mattarella. In ultimo, su uno dei temi fondamentali per la Regione, quale l’applicazione del decreto Lorenzin sul riordino degli ospedali, la Regione naviga senza bussola. E oggi Cialente, dopo il consiglio comunale straordinario sulla sanità prende sberle da Teramo. Chissà se sarà contento, tra parentesi, di trovare la persona che lui auspicava come manager della Asl nel ruolo di amministratore delegato di Sviluppo Italia Abruzzo. Dal presidente D’Alfonso ci aspettiamo, piuttosto, una parola chiara sulla proposta di nomina del vicesindaco Trifuoggi alla presidenza del Parco Gran Sasso. Anche qui Cialente svolge ormai, nel migliore dei modi, il ruolo di tappeto silente di D’Alfonso».

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