De Matteis: «Finora resta un mistero il piano industriale»

L’AQUILA. «Il sindaco o il presidente dell’azienda portino in Comune il piano industriale, che finora nessuno ha avuto la possibilità di sfogliare». Il consigliere comunale dell’opposizione Giorgio...
L’AQUILA. «Il sindaco o il presidente dell’azienda portino in Comune il piano industriale, che finora nessuno ha avuto la possibilità di sfogliare». Il consigliere comunale dell’opposizione Giorgio De Matteis non demorde, in merito all’operazione Accord Phoenix. «Mi pare che tra i primi annunci», afferma De Matteis, «e il piano illustrato in Regione ci sia qualcosa che non torni. Soprattutto sul fronte delle assunzioni: si è sempre parlato di 129 posti di lavoro, ora si scopre che sono 80 e nemmeno imminenti. E tutti gli altri ex lavoratori del polo elettronico? Dicono che dovranno aspettare l’attivazione della seconda linea produttiva, ma non prima del 2018. Insomma, sono passati 5 anni dalla presentazione del progetto, tanti altri ne passeranno per vederlo completato. E per molti degli ex operai sarà ormai arrivata l’età della pensione». Il vicepresidente Giovanni Lolli ha assicurato che l’attuazione del piano industriale sarà seguita passo passo: «Le verifiche nel tempo sono necessarie», dice De Matteis, «ma prima ci devono chiarire quale versione si andrà a controllare: quella concordata con Invitalia e in base alla quale sono stati ottenuti i finanziamenti pubblici? Oppure quella di qualche giorno fa, che abbiamo solo potuto leggere sui giornali?». I dubbi del consigliere riguardano anche il processo produttivo e i materiali da trattare: »Nel sito aquilano dovrebbero arrivare 25mila tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici all’anno. E ci sono già una decina di persone al lavoro, tra gli ex operai, non si sa bene con quali mansioni. E allora perché non è dato di sapere cosa entra e cosa esce da questa fabbrica? E quello che esce, dove va a finire? Se l’attività è partita, come mai non si sa nulla del processo produttivo? Quando lo sveleranno? E soprattutto, l’azienda sta rispettando i paletti imposti da Invitalia? Stanno già utilizzando i soldi pubblici? Vorrei che qualcuno rispondesse a queste domande. E che il piano industriale venga portato in Comune». De Matteis, che fin dall’inizio ha guardato con sospetto l’ operazione, resta diffidente: «Purtroppo», conclude, «l’idea che mi ero fatta di questo progetto non è cambiata».
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