De Santis (capogruppo dell’Italia dei valori) chiede un consiglio comunale urgente

24 Maggio 2019

«L’inchiesta della Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro per 5 milioni e all’emissione di avvisi di garanzia a carico dei tre dirigenti della società Accord Phoenix per presunto reato di...

«L’inchiesta della Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro per 5 milioni e all’emissione di avvisi di garanzia a carico dei tre dirigenti della società Accord Phoenix per presunto reato di indebita percezione di contributi statali, al di là dei risvolti giudiziari, è una brutta pagina per la città dell’Aquila, che a fatica cerca di rinascere e che ha bisogno di un serio e trasparente sviluppo economico». Lo scrive il capogruppo comunale Idv Lelio De Santis (nella foto). «Nel rispetto totale delle indagini della magistratura e nell’auspicio che i soggetti indagati possano dimostrare nelle sedi opportune la loro innocenza, sento il dovere politico e civico di aprire una seria riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche utilizzate per gli investimenti e per l’occupazione in questa città. Le importanti risorse finanziarie destinate alla ricostruzione e gli incentivi previsti per le imprese hanno invogliato tanti soggetti economici, sulla scia di “quelli che ridevano quella notte”, a scegliere il territorio aquilano come campo di azione e di attività imprenditoriale. È stato un fatto importante», prosegue De Santis, «che, però, spesso è sfuggito al controllo amministrativo da parte degli enti pubblici e dei privati, lasciando alla magistratura il compito del contrasto e della repressione degli abusi, una volta accertati in via definitiva. Nel caso eclatante dell’Accord Phoenix, l’utilizzo dei fondi pubblici previsti dal bando di Invitalia parrebbe viziato dalla mancanza dei requisiti essenziali e delle capacità professionali per lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, secondo la magistratura. Ancora più preoccupante è il fatto che, sempre secondo l’accusa, fin dal 2016 la politica sapeva delle presunte irregolarità della società, ma ha tenuto un complice silenzio. Quest’affermazione è grave e non può cadere nel vuoto: la politica deve recuperare la sua credibilità e affrontare questa e altre vicende con la schiena dritta e con fermezza. Da una parte, c’è da difendere il lavoro delle 70 unità che lavorano in Accord Phoenix e, dall’altro, c’è da esprimere una parola chiara da parte delle istituzioni, a cominciare dal Comune dell’Aquila, sull’utilizzo del danaro pubblico e sulla lotta al malaffare a ogni livello. A tal fine, ritengo necessaria la convocazione di un urgente e specifico consiglio comunale, che chiederò in modo formale».