Debiti col Consorzio di bonifica: avvisi per 2 milioni, c’è la diocesi

Operazione avviata dal commissario Pietroleonardo: Soget autorizzata a spedire i decreti ingiuntivi La Curia chiamata a pagare la somma maggiore, nell’elenco aziende agricole e ministero della Difesa
PRATOLA PELIGNA. Scatta l’operazione recupero debiti al Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario. Il commissario Adelina Pietroleonardo ha stilato un piano per recuperare oltre 2 milioni di euro vantati dal Consorzio nei confronti di enti pubblici, come la Curia e il ministero della Difesa, ma anche di note aziende e agricoltori.
Un debito accumulato negli anni a causa di una procedura per cui l’ente di riscossione, in questo caso la Soget, inviava l’atto ingiuntivo ai morosi solamente dietro espressa autorizzazione del Consorzio come stabilito in un precedente regolamento. Una procedura che negli anni ha fatto accumulare crediti mai riscossi che si sommano al blocco dei pagamenti attuato negli ultimi due anni, 2021 e 2021, a causa dell’emergenza sanitaria.
Ora, per volere del nuovo commissario, determinata a riscuotere i debiti fino all’ultimo centesimo, l’ente di riscossione è stato autorizzato a inviare i decreti ingiuntivi a tutti i morosi. In cima alla lista c’è la Curia il cui debito stimato ammonta tra gli 80 e i 90mila euro (circa 20mila euro all’anno). Il debito vantato nei confronti della Difesa riguarda la polveriera di Pratola Peligna. In tutto il Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario vanta 2,2 milioni di euro di debiti, la gran parte da riscuotere nella Valle del Tirino. In particolare le somme da recuperare sono: 800mila euro fino al 2017, 229mila nel 2018, 219mila nel 2019, 412mila nel 2020 e 562mila nel 2021. Si tratta di tributi di enti e aziende proprietari di terreni che ricadono nel comprensorio del Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario. Tra i debitori molti hanno intentato anche della causa: in tanti pur non avendo pagato quanto dovuto hanno deciso di opporsi agli atti ingiuntivi presentando ricorso alla commissione tributaria, perdendo la causa. Il tutto con il risultato che il Consorzio, oltre a non aver incassato il tributo, si è dovuto difendere in sede legale sostenendo anche le spese per ingaggiare un avvocato a tutela dei propri interessi. Una situazione paradossale per il commissario Pietroleonardo.
L’operazione di risanamento delle casse a caccia dei debitori si è così trasformata in una raffica di decreti ingiuntivi che in questi giorni la Soget, società incaricata della riscossione, sta recapitando a casa degli utenti morosi. (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

