Debiti e niente soldi Cala il sipario sul premio Caniglia?

10 Giugno 2014

Contributo regionale perso, quello provinciale bloccato L’associazione: 30 anni di sacrifici potrebbero sparire

SULMONA. Dimenticato dalle istituzioni, in tempi in cui la parola crisi non fa rima con cultura, il concorso internazionale di canto Maria Caniglia rischia la soppressione. Così il sodalizio lancia un appello a eventuali sponsor interessati e al presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso. Il concorso, di livello internazionale, costa circa 60mila euro, compresi 10mila euro dei premi assegnati ai primi tre classificati; altri 10mila euro sono necessari per pagare vitto e alloggio a giuria, musicisti e concorrenti e le spese di service e orchestra dal vivo. Per realizzare l’edizione 2013, l’associazione culturale Maria Caniglia, presediuta dall’avvocato Vittorio Masci, ha contratto debiti che finora non sono stati onorati e così quest’anno lo svolgimento del concorso, che dovrebbe arrivare alla 31esima edizione, è davvero in bilico. Per la bufera che ha sconvolto l’assessorato regionale alla Cultura, la manifestazione ha perso un contributo di 15mila euro. E la Provincia, per una serie di grovigli burocratici, da tre anni non versa i 7.500 euro previsti per ogni edizione e anche gli sponsor hanno ristretto i cordoni della borsa. L’unica certezza per il 2014 sono i 5mila euro stanziati dall’amministrazione comunale. Tra gli organizzatori, che lavorano tutti gratuitamente compreso il presidente Masci e il direttore artistico Gaetano Di Bacco, c'è amarezza. «Il concorso internazionale di canto» spiegano «che ha dato per decenni lustro all’attività culturale di Sulmona, e che ha portato in città i più grandi nomi della lirica, chiamati a far parte di sempre prestigiose giurie, e migliaia di cantanti provenienti da ogni parte del mondo, lanciandone molti e consentendo di essere scoperti dai più grandi enti lirici, dopo trent’anni rischia di scomparire». L’associazione sollecita gli enti ad assumersi le proprie responsabilità. «Con grandi sacrifici» sottolineano «l’associazione ha fatto fronte alla organizzazione del 30esimo concorso contando sulle assicurazioni degli enti territoriali di sostegno economico dell’evento, come in passato. Purtroppo, a distanza di molti mesi, alle promesse non sono a oggi seguiti i fatti». E così il sodalizio sollecita gli enti a assumersi le proprie responsabilità. «L’appello che rivolgiamo agli enti ed alle istituzioni» continuano gli organizzatori «è che tornino a fare la loro parte, valorizzando uno degli eventi più importanti della città, a cui la stessa Regione aveva in passato riconosciuto il titolo di manifestazione di rilievo regionale, sostenendola subito economicamente per evitarne la scomparsa. L’appello lo estendiamo ai potenziali sponsor che possono dirottare sulla cultura parte delle loro risorse. Il concorso Maria Caniglia non può morire, ma per continuare a vivere ha urgente bisogno di sostegno».

Chiara Buccini

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