Decreto 2016 e modello L’Aquila

L’esperienza del post-sisma 2009 ha contribuito a correggere molte storture
L’AQUILA. Il decreto del governo Renzi che fissa una serie di paletti per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 24 agosto – fra cui Amatrice – a una prima sommaria lettura sembra aver tratto molti insegnamenti dal modello L’Aquila mettendo riparo anche ad alcune storture emerse dal 2009 a oggi. La prima cosa che colpisce è che nel decreto 2016 la parola indennizzo non compare quasi mai ma si parla di contributo. Questo non significa che per affidare i lavori ci vorranno delle gare pubbliche. Ma rispetto all’Aquila c’è maggiore trasparenza. Al comma 15 dell’articolo 6 c’è scritto «La selezione dell’impresa esecutrice da parte del beneficiario dei contributi è compiuta mediante procedura concorrenziale intesa all’affidamento dei lavori alla migliore offerta. Alla selezione possono partecipare solo le imprese che risultano iscritte nella Anagrafe di cui all’articolo 30, comma 6, in numero non inferiore a tre. Gli esiti della procedura concorrenziale, completi della documentazione stabilita con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, sono allegati alla domanda di contributo». Il fatto che i verbali della selezione debbano essere allegati alla domanda di contributo significa che qualcuno (l’ufficio speciale) potrebbe controllare e accorgersi di qualche furbata (per esempio preventivi finti o pilotati).
L’articolo 30 comma 6 di cui sopra recita: «Gli operatori economici interessati a partecipare, a qualunque titolo e per qualsiasi attività, agli interventi di ricostruzione, pubblica e privata devono essere iscritti, a domanda, in un apposito elenco, tenuto dalla Struttura e denominato Anagrafe antimafia degli esecutori». La “Struttura” è un organismo che farà capo direttamente al Ministero dell’Interno.
E’ stata inserita la norma che all’Aquila è arrivata dopo anni e che cioè «gli amministratori di condominio, i rappresentanti legali dei consorzi obbligatori, ai fini dello svolgimento delle prestazioni professionali rese ai sensi dei provvedimenti che saranno emessi per consentire la riparazione o la ricostruzione delle parti comuni degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici del 24 agosto 2016, assumono la qualifica di incaricato di pubblico servizio, ai sensi dell'articolo 358 del codice penale». In sostanza chi ruba o fa rubare la pagherà cara. Anche i progettisti devono essere iscritti a un elenco speciale. Dice il decreto: «Al fine di assicurare la massima trasparenza nel conferimento degli incarichi di progettazione e direzione dei lavori, è istituito un elenco speciale dei professionisti abilitati denominato “elenco speciale”. Il commissario straordinario (Vasco Errani ndr) adotta un avviso pubblico finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse dei predetti professionisti, definendo preventivamente con proprio atto i criteri generali e i requisiti minimi per l’iscrizione nell’elenco».
E c’è addirittura un riferimento all’arraffa -arraffa dei progetti e a misure per evitare quello che è successo all’Aquila. Ecco il passaggio: «Per gli interventi di ricostruzione privata, con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, sono stabiliti i criteri finalizzati ad evitare concentrazioni di incarichi che non trovano giustificazione in ragioni di organizzazione tecnico-professionale».
Anche per le opere pubbliche compresi i beni culturali di competenza delle diocesi e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con provvedimenti successivi sarà fissata «una soglia massima di assunzione degli incarichi, tenendo conto dell’organizzazione dimostrata dai professionisti nella qualificazione».(g.p.)
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