«Decreto, pasticcio politico realizzato tutto in casa Pd»

L’AQUILA. Ettore Di Cesare consigliere comunale di Appello per L’Aquila e Vincenzo Vittorini di L’Aquila che Vogliamo intervengono sul decreto Legge contenente norme sulla ricostruzione. «Da oltre...
L’AQUILA. Ettore Di Cesare consigliere comunale di Appello per L’Aquila e Vincenzo Vittorini di L’Aquila che Vogliamo intervengono sul decreto Legge contenente norme sulla ricostruzione. «Da oltre un anno» scrive Di Cesare «è stato annunciato da vari esponenti del Pd un provvedimento legislativo sulla ricostruzione. Tanti annunci, decine di bozze che evidentemente hanno confuso gli stessi estensori se, incredibile a leggersi, su alcune materie, il decreto legge contraddice quanto predisposto dal disegno di legge della Pezzopane. E' evidente la mancanza di coordinamento e il pasticcio politico tra esponenti dello stesso partito. Oggi anche la maggioranza si scaglia contro il decreto legge promettendo cambiamenti in sede parlamentare. Ma, come ben si sa, il decreto entra in vigore subito e diventa legge dello Stato senza cambiamenti, altro che “testo ancora parziale” come affermato dalla Pezzopane. In questi 60 giorni, in cui il decreto così com'è sarà legge a tutti gli effetti, può capitare veramente di tutto. Poi se tra qualche mese fosse approvato il disegno di legge presentato al Senato le regole su alcuni punti cambierebbero di nuovo! Un doppio binario generatore di caos di cui sono responsabili coloro che questa partita l'hanno voluta gestire in perfetta solitudine: la fuggitiva sottosegretaria De Micheli e la senatrice Pezzopane. Erano mesi che sollecitavamo un percorso partecipato in una città che anni prima aveva apposto 50mila firme ad un proprio disegno di legge. Magari in questo modo si sarebbero evitati i “gravi errori”. Infatti da sempre riteniamo che norme per limitare l'accaparramento di lavori per tecnici e imprese e tutelare i cittadini dal fallimento delle ditte siano sacrosante ma quelle indicate nel decreto non risolvono il problema ma anzi ne creano di nuovi. Fa specie poi che in un testo che dovrebbe contenere “Misure urgenti per la legalità, la trasparenza e l'accelerazione” non si preveda nulla sulla disponibilità pubblica e accessibile a tutti, in formato aperto, dei dati della ricostruzione, delle imprese, dei subappalti, dei finanziamenti, dello stato della ricostruzione pubblica. Nulla! La popolazione non deve sapere. Un “capolavoro”, partorito dopo un anno di gestazione, dal governo Renzi e dalla maggioranza che governa, ancora per poco, questa città».

