Decreto sisma, è scontro tra Pezzopane e Biondi

23 Novembre 2019

La deputata: «Grande risultato, stanziati soldi per salvare i comuni dal dissesto» Il sindaco: «Un’elemosina pagata coi soldi degli aquilani, non c’è da esultare»

L’AQUILA. Scontro sulle valutazioni degli emendamenti del decreto sisma in discussione nell’ottava commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici alla Camera.
Per la deputata Pd Stefania Pezzopane il giudizio è assai positivo. «Non è stato facile», dice, ma è un risultato importante: il cratere dell’Aquila terremoto 2009 entra a pieno titolo nel Decreto sisma inizialmente previsto solo per il sisma 2016/2017 e dà ulteriori risposte molto attese dalle popolazioni del territorio. Tra i tanti elementi di novità, vorrei segnalare quattro aspetti di cui uno per i Comuni del cratere che non si era mai riusciti a ottenere in precedenza: il sostegno per la realizzazione dei cosiddetti sottoservizi (rete fognaria, elettrica) anche per gli oltre cinquanta comuni del cratere (era stato previsto solo per il Comune dell’Aquila); lo stanziamento di due milioni, di cui 1,5 destinato al risanamento delle casse a rischio dissesto finanziario dei Comuni e 500mila per i contratti dei lavoratori che operano per i danni fuori dal cratere; l’autorizzazione al Comune per 1 milione per la proroga dei dirigenti e del personale precario; il salvataggio dei 700mila euro assegnati per il decennale del terremoto, che correvano il rischio di andar perduti perché andavano spesi entro il 31 dicembre. Fondamentale, poi, anche l’apertura, al ministero della Funzione pubblica, e sono grata alla ministra Dadone per aver accolto la mia richiesta, del tavolo per il personale alla ricostruzione. Al momento, il personale, in gran parte precario, è tutto prorogato fino al 31 dicembre 2020. Ma bisognerà prevedere ulteriori proroghe e stabilizzazioni».
«Un’elemosina pagata con soldi degli aquilani. Nel decreto sisma permangono ancora moltissime ombre, c’è poco da esultare». Lo dichiara il sindaco Pierluigi Biondi. «Il pacchetto delle nostre proposte», dice, «condiviso con tutti i rappresentanti istituzionali, delle categorie produttive e datoriali del territorio è stato in gran parte bocciato. Da Roma non è arrivata una risposta concreta alle numerose questioni sollevate in più occasioni, comprese le diverse passerelle che esponenti del governo e parlamentari hanno avuto modo di fare in città». «Nessuna risposta è arrivata rispetto alle richieste di semplificazioni, norme più snelle per velocizzare la ricostruzione pubblica e delle scuole, così come è stato fatto per il sisma Centro Italia, e superare le criticità che pure permangono in quella privata. Iniziative di buonsenso, a costo zero per lo Stato che finora ha investito 18 miliardi nella ricostruzione dei territori colpiti dal sisma», ricorda il primo cittadino. Sulla stessa lunghezza d’onda le valutazioni del portavoce del Circolo dell’Aquila di Fratelli d’Italia, Michele Malafoglia.(red.aq.)
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