Decreto Superbonus e terremoti Liris: va tutelata la ricostruzione

22 Febbraio 2023

Il senatore di FdI: «Ora lavoriamo per escludere dal provvedimento le aree del cratere 2009 e 2016» Oggi l’incontro con la presidente dell’Ance, Brancaccio: «Chiederemo misure certe per il futuro»

L’AQUILA. Per la ricostruzione post-sisma il decreto sul Superbonus rappresenta un doppio problema. Ai lavori fermi per il blocco della cessione dei crediti si sommano i cantieri che hanno optato per il 110% al posto del contributo per la ricostruzione. E che rischiano di non vedere un euro. Un problema a cui sta lavorando il senatore Guido Liris, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Commissione bilancio del Senato. «Al momento, sia il cratere 2009 che il 2016 sono fuori dal decreto del governo e dalle nuove misure che impediscono la cessione del credito e lo sconto in fattura. Non a caso non vengono citati nel testo», afferma Liris, «stiamo lavorando perché le aree colpite dal sisma vengano definitivamente escluse da questo provvedimento».
RISCHIO BLOCCO
«Il Superbonus 110% rappresenta un problema forte, che stiamo affrontando con l’Ance e l’Abi», dice il senatore Liris, «in Abruzzo la situazione è più grave per definizione. Da una parte, infatti, il Superbonus è stato utilizzato nei cantieri della ricostruzione per il cosiddetto accollo ovvero tutta la parte che non copre il contributo erogato dallo Stato. Dall’altra rientra nelle possibilità concesse come alternativa al contributo per la ricostruzione. Questi sono due strumenti in più che avevamo in Abruzzo e che hanno portato un incremento notevole nell’utilizzo del 110%. Sia in sede di formulazione del testo del decreto, che nella riunione di lunedì scorso a palazzo Chigi con le associazione di categoria, abbiamo chiesto che queste due norme non venissero toccate».
CRATERE FUORI DAL DECRETO
Lo stop alla cessione del credito, operativo dal 17 febbraio scorso, per ora non tocca l’Abruzzo. «Nel decreto il sisma non viene citato, come del resto avevamo chiesto vista la particolarità della situazione», sottolinea Liris, «questo significa che dovrebbero essere fatte salve le aree colpite dal terremoto. È il passaggio cruciale, a cui stiamo lavorando in sinergia con i costruttori e con le banche». Oggi il senatore incontrerà la presidente nazionale dell’Ance, Federica Brancaccio, «per fare il punto sulla situazione e definire eventuali linee di intervento». La riunione della commissione tecnica del Mef, alla presenza dei rappresentanti dell’Abi, servirà a valutare le modifiche da apportare al Superbonus e i margini di manovra rispetto a quanto deciso dal Governo. «Chiediamo misure certe per il futuro», incalza Liris, «per superare questa fase transitoria e arrivare a una norma che detti regole certe e salvaguardi, in prospettiva, i cantieri della ricostruzione».
Il RUOLO DELLE BANCHE
«Va detto con chiarezza: nella riunione di lunedì a palazzo Chigi è emerso che le banche non hanno più erogato crediti per timore», dice Liris, «valutando la capienza degli istituti di credito è venuto fuori che possono ancora acquistare credito». Si viaggia su queste cifre: «Finora le banche hanno acquistato 7-8 miliardi di crediti relativi al 110%», fa presente Liris, «la capienza consentirebbe di comprarne altri per complessivi 30 miliardi. Questa possibilità, unita all’utilizzo dei modelli F24, consentirebbe di far fronte ai quasi 19 miliardi di crediti incagliati nei cassetti fiscali ovvero i crediti maturati, che il sistema bancario ha difficoltà ad assorbire. La compensazione con gli F24 è la soluzione individuata dall’Abi e dall’Ance, che Fratelli d’Italia ha abbracciato subito come possibilità per far ripartire il Superbonus e sbloccare i cantieri al momento fermi. Soprattutto, in Abruzzo».
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