Del Biondo (Cgil): «Si è fatto poco per i nostri istituti»
L’AQUILA. Sicurezza, pianificazione, scuole nuove, servizi. Questi e altri i temi al centro di una lunga riflessione che Miriam Anna Del Biondo, segretaria generale provinciale Flc-Cgil, dedica al...
L’AQUILA. Sicurezza, pianificazione, scuole nuove, servizi. Questi e altri i temi al centro di una lunga riflessione che Miriam Anna Del Biondo, segretaria generale provinciale Flc-Cgil, dedica al pianeta scuola.
«Nei giorni scorsi abbiamo scelto di osservare il silenzio nel rispetto della tragedia del piccolo Tommaso e di tutte le persone che ha coinvolto, ma adesso riteniamo che i tempi siano maturi per capire che direzione questa città voglia prendere relativamente alla mai risolta ricostruzione dell’edilizia scolastica e a tutte le questioni di sicurezza inerenti a essa che, proprio quanto è accaduto alla scuola dell’infanzia Primo maggio, ha fatto emergere con ancor maggiore violenza. La singolarità dell’edilizia scolastica nelle scuole del Comune, anche rispetto ad altre aree della provincia, deriva dall’inadeguatezza degli interventi post-sismici. O meglio, dalla loro assenza. Ancor di più, però, deriva dalla mancata occasione di ri-pensare la città, ponendo al centro della pianificazione urbana ed extraurbana la scuola. Non per una qualche forma di prepotenza, ma perché la scuola è trasversale: alla scuola afferisce tutta la cittadinanza. La scuola ha collegamenti e ramificazioni in tutta la città, attraverso una rete di servizi, anche di competenza comunale, che ne completano la connotazione. La posizione degli edifici scolastici regola l’andamento del traffico nelle ore di punta. La vicinanza delle scuole ai centri produttivi dei diversi settori economici è criterio di scelta, insieme all’offerta formativa, da parte delle famiglie. Amaramente», esamina Del Biondo, «l’occasione per ripensare la città, ponendo la scuola al centro delle scelte, è stata offerta dal terremoto, insieme alla possibilità di ricostruire l’intera mappa delle scuole. Amaramente, il sisma ha fornito l’occasione per ricostruire scuole sicure, dove i figli e le figlie di questa città non avessero più nulla da temere. Amaramente, il terremoto ha offerto l’occasione per avere edifici scolastici all’avanguardia, spazi adatti a nuove esigenze di didattica e di conoscenza. Nulla di tutto ciò è stato quantomeno recepito da chi ci ha amministrati/e finora. Lo facciamo a ridosso di una tragedia che, pur se dovuta a un errore umano, si è consumata in un edificio scolastico posizionato malamente e, forse, non adeguatamente sicuro».

