Delitto in Liguria, ok ai funerali di Colabrese

Il giudice ha restituito la salma del giovane a un anno dall’omicidio. Indagini vicine alla svolta
SULMONA. Il corpo di Giuseppe Colabrese sarà riconsegnato ai genitori per la sepoltura. La decisione è stata presa dal tribunale di La Spezia dopo l’incidente probatorio tenutosi alla presenza del gip Marta Perazzo che ha accolto la relazione del medico legale Francesco Ventura. «È questione di giorni e poi si potranno tenere i funerali attesi da oltre un anno», ha detto l’avvocato della famiglia Colabrese, Federica Benguardato, di ritorno dal tribunale di La Spezia. Con lei, per la famiglia Colabrese, anche l’avvocato Nicodemo Gentile e Lando Sciuba in difesa di Francesco Del Monaco Quest’ultimo, indagato per omicidio volontario aggravato e per occultamento di cadavere non era presente al dibattimento. L’incidente probatorio ha confermato la causa della morte. In pratica Colabrese sarebbe stato colpito da una mazza o un altro oggetto alla nuca. Un colpo violento che gli ha sfondato il cranio e probabilmente arrivato all’improvviso dall’alto verso il basso. Una conclusione firmata nelle otre 40 pagine realizzate dal consulente Ventura che ricalca quella già ipotizzata dall’anatomopatologo Susanna Gamba. L’oggetto, comunque, non è stato ritrovato nella zona dove il 9 ottobre dell’anno scorso alcuni cacciatori individuarono il cadavere del sulmonese. Nelle conclusioni del consulente si esclude la caduta accidentale che non avrebbe potuto creare una ferita alla testa come quella che ha ucciso Colabrese. Confermata anche la date del decesso che sarebbe avvenuta tra il primo e il 28 agosto dell’anno scorso. In questo caso l’analisi eseguita su alcuni insetti da Stefano Vanin, uno dei massimi esperti europei di entomologia, non ha consentito ulteriori repliche. Importanti novità per avvicinarsi il più possibile alla data della morte si potranno avere dall’analisi dei tabulati telefonici. Queste potrebbero portare la data dell’omicidio ai primi di agosto. A completare il quadro oltre agli occhiali da sole di marca Oakley non appartenenti al giovane di Sulmona e ritrovati a pochi metri dal corpo senza vita, resta anche il giallo delle tracce ematiche su scarpe e maglietta. Quest’ultime dalle analisi non appartengono a Giuseppe Colabrese, nè a Francesco Del Monaco, ma potrebbero comunque riservare delle sorprese in fase processuale. Due particolari che seppur ridotti al minimo data la lunga presenza del corpo senza vita nel bosco di Conarbino, potrebbero ancora dire la loro sull’eventuale presenza di un terzo indagato. Da sottolineare che nessuna delle indagini compiute sui resti del giovane di Sulmona hanno evidenziato la presenza di sostanze stupefacenti consumate dallo stesso. Una pista, al contrario, ipotizzata da Francesco Del Monaco, al momento unico indagato per l’omicidio di Giuseppe Colabrese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

