Demolito il viadotto di Genzano Già pronta la nuova carreggiata

5 Agosto 2021

All’alba il boato delle cariche di dinamite è stato avvertito sia in città sia nei centri del circondario Abbattimento controllato dai tecnici di Strada dei parchi per proseguire i lavori programmati

L’AQUILA. Risveglio...col botto per tanti aquilani, residenti sia in città sia nei centri del circondario, in occasione della demolizione controllata del viadotto di Genzano dell’A24.
IL PROGETTO. Procedono a ritmo serrato i lavori tra le uscite di Tornimparte e L’Aquila Ovest. Ieri all’alba è stata fatta brillare la carreggiata Est, in direzione Teramo, del viadotto. «Una chiusura al traffico di sole tre ore», fanno sapere da Strada dei parchi, «è bastata a consentire l’abbattimento controllato del viadotto Est e a riaprire al transito in entrambe le direzioni il viadotto Ovest, già aperto al traffico da circa un mese, completamente ricostruito e adeguato alle più recenti norme antisismiche. Il viadotto Genzano, in esercizio dal 1969, è infatti costituito da due strutture indipendenti. Il viadotto Ovest era stato demolito con mezzi meccanici alla fine del 2019 e ora accoglie il traffico, in entrata e in uscita dall’Aquila, in totale sicurezza, dopo una rapida ricostruzione e uno scrupoloso collaudo. La rete infrastrutturale dell’area aquilana dispone oggi di un nuovo viadotto Genzano, con piloni rinforzati in acciaio corten e dissipatori sismici di ultima generazione, uno dei primi in Italia a essere realizzato secondo le norme tecniche del 2018. Per smantellare le cinque campate del viadotto Est è stata invece scelta la soluzione innovativa dell’abbattimento controllato con microcariche esplosive, già utilizzata con successo all’inizio del mese scorso sulla stessa carreggiata del viadotto Fornaca. Una soluzione che permette di comprimere al massimo i tempi di demolizione e di iniziare quasi immediatamente la ricostruzione. Una scelta ideale per viadotti, come quello di Genzano, che valicano tratti di campagna scarsamente o per nulla abitati, in questo caso una stretta gola che precede la galleria d’ingresso alla conca aquilana. L’unico accorgimento eccezionale, in questo caso, ha riguardato la statale 584, nel tratto tra Lucoli e Genzano di Sassa, che si snoda tra i piloni e su cui si sono depositati i detriti del viadotto abbattuto. Per salvaguardare la statale, la sede stradale è stata ricoperta da un cuscino di terra di circa un metro e protetta lateralmente da franchi di sicurezza. In soli sei giorni il tratto verrà dissepolto e, dopo le opportune verifiche, immediatamente riaperto al traffico. Anche in questo caso, un’interruzione estremamente contenuta della viabilità locale, concordata con gli enti e le istituzioni competenti, anche per garantire la percorribilità di una viabilità alternativa. Pochi giorni di chiusura, contro un ingombro di mesi sulla statale, che sarebbe occorso ai mezzi meccanici e alle maestranze per smontare pezzo a pezzo il vecchio viadotto». Nei giorni scorsi alcuni automobilisti avevano lamentato difficoltà nell’orientarsi con la segnaletica provvisoria in tutta la zona.
L’IMPATTO SUL TRAFFICO. L’abbattimento fa parte di una sequenza di interventi sulle autostrade abruzzesi, per ridurre al minimo le interferenze con il traffico estivo. «Ingegneri, progettisti e maestranze hanno lavorato alacremente durante i mesi del confinamento pandemico, e in questa estate si cominciano a coglierne i frutti», ha commentato Riccardo Mollo, amministratore delegato di Strada dei Parchi. «C’è ancora molto lavoro da fare per mettere in sicurezza l’intera tratta, ma il lavoro già eseguito ci consente di evitare chiusure integrali e di accogliere i nostri clienti su nuove carreggiate che riprendono il tracciato delle vecchie strutture e le proiettano nel nuovo millennio in termini di sicurezza e di durabilità, sul viadotto Genzano come sul Sant’Onofrio, uno dei più estesi e strategici della tratta, dove si avviano a conclusione le operazioni di varo delle nuove campate, compiutamente antisismiche. Riprendiamo uno schema già collaudato nell’estate passata, quello delle chiusure parziali, con cantieri che convivono accanto alle carreggiate in esercizio, ma che con gli abbattimenti controllati incontra una formidabile spinta verso la meta: la consegna ai nostri clienti, e agli aquilani in particolare, di strutture all’avanguardia, capaci di resistere alle poderose sollecitazioni sismiche della faglia locale per molti anni a venire».