Denaro dissequestrato a M&P La Cassazione dà la conferma
L’AQUILA. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di dissequestro da parte del Tribunale del riesame dell’Aquila di una ingente somma di denaro. Il sequestro era avvenuto nell’ambito...
L’AQUILA. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di dissequestro da parte del Tribunale del riesame dell’Aquila di una ingente somma di denaro. Il sequestro era avvenuto nell’ambito di una indagine a carico degli amministratori pro tempore della società M&P. Si trattava in particolare di Alfiero Marcotullio, di 63 anni, e Pierluigi Marramiero, 43anni, ovvero i gestori del periodo preso in esame. La misura cautelare del sequestro del denaro era arrivata al termine di indagini delegate alle Fiamme gialle finalizzate a riscontrare eventuali ipotesi di reato nell’ambito degli adempimenti contrattuali ricadenti sulla società. La Cassazione nel confermare il dissequestro giudica «corretta l’impostazione seguita dal tribunale aquilano. Infatti dal contenuto della convenzione stipulata fra il Comune dell’Aquila e la società consortile M&P-Mobilità e Parcheggi si evince che la società concessionaria non era chiamata a riscuotere un canone o un’imposta per conto, cioè in sostituzione, dell’ente territoriale, ma percepiva i corrispettivi pagati dai vari utenti dei parcheggi quale provento della gestione dell’attività ottenuta in concessione, essendo nel contempo tenuta a versare un corrispettivo annuo fisso ed un corrispettivo con cadenza mensile variabile, pari al 20% di quanto riscosso nel mese recedente, quale contropartita per lo sfruttamento economico dei beni comunali ottenuti in concessione. In altre parole, tenuto conto dei termini dell’accordo stipulato fra la M&P e il Comune e, in particolare, dei rapporti economici fra le parti ivi cristallizzati, le somme incassate dalla società consortile erano prive di un vincolo di destinazione originaria». (g.p.)

