Denise morta in crociera, l’autopsia esclude il malore

22 Gennaio 2026

A un mese dal decesso è stato eseguito ieri a Roma l’esame di ricognizione cadaverica. Adesso Cagnano aspetta il rientro della donna

L’AQUILA. Ieri mattina, prima di ora di pranzo, si è conclusa l’autopsia su Denise Ruggeri, la maestra di 47 anni di Cagnano Amiterno morta durante una crociera sul Nilo a causa dell’impatto tra due imbarcazioni, mentre era in vacanza con il marito. Denise, al momento della collisione tra le navi, si trovava nella sua cabina. Escluso il malore, ora la famiglia attende le carte e il risultato completo dell’esame, anche per far sì che vengano accertate tutte le responsabilità del caso, con l’indagine che comunque in Egitto prosegue.

Denise sarebbe morta, ma si attendono le risultanze certe dell’autopsia, a causa di una lesione derivante dalla caduta. Era presente, assieme al medico legale, il consulente nominato dalla famiglia, il professor Giorgio Bolino, uno dei massimi esperti nel campo della medicina legale, associato alla Sapienza di Roma. Prima dell’autopsia era stata effettuata una Tac, come chiesto dal medico legale e questo aveva fatto slittare di qualche giorno l’autopsia. Le carte ora sono in mano all’ufficio di medicina legale. Se tutto andrà liscio il dissequestro della salma di Denise dovrebbe avvenire nella giornata di oggi.

Se si riuscirà a completare l’iter nella mattinata, ipoteticamente il funerale potrebbe essere fissato già nella giornata di sabato mentre se servisse più tempo per ottenere i certificati per il rientro della salma, le esequie potrebbero essersi nella giornata di lunedì, sempre a Cagnano Amiterno, dove quel giorno sarà lutto cittadino. Oggi, in tal senso, si avrà una risposta. Si metterebbe così un punto ad una vicenda che, dal punto di vista della burocrazia, è stata alquanto sconcertante e anche molto dolorosa per la famiglia.

Ieri è stato un mese esatto dalla tragedia, era il 21 dicembre del 2025, ma tutte le operazioni per arrivare sino ad oggi sono iniziate dopo le festività, il 7 gennaio. In tutto questo tempo la famiglia ha saputo poco e niente, la salma della povera Denise è rimasta “parcheggiata” al cimitero monumentale del Verano, nella capitale. Solo l’intervento del legale della famiglia, del marito Adolfo Rocchi in particolare, ha fatto sì che venisse finalmente aperta un’inchiesta dalla Procura di Roma. 

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