Denunciato il ragazzo di 15 anni per il reato di violenza sessuale

La Procura per i minorenni coordina le indagini. La stessa studentessa fa individuare il suo conoscente La vittima sarà ora di nuovo ascoltata per confermare le accuse formulate nell’immediatezza dei fatti
L’AQUILA. «È stato lui». La ragazza, una studentessa di scuola media, fa individuare subito il suo aggressore. Si tratta di un quasi coetaneo, di sua conoscenza, che finisce nei guai con una denuncia a piede libero con l’accusa di violenza sessuale. Se si sia trattato di un tentativo, come sembra, oppure di qualcosa di più pesante, oppure ancora di un momento d’intimità finito male toccherà alla Procura per i minorenni stabilirlo.
l’inchiesta
Il caso avvenuto nella serata di sabato nell’area antistante la basilica di San Bernardino – uno dei ritrovi degli adolescenti aquilani – è ora in mano al magistrato Lorenzo Maria Destro. Nelle prossime ore, non appena le sue condizioni psicofisiche lo consentiranno, e con tutte le cautele possibili, la ragazza che accusa il suo conoscente sarà sentita di nuovo per confermare il racconto reso nell’immediatezza dei fatti. Sarà sentito anche il ragazzo. L’inchiesta prosegue anche nella cerchia delle conoscenze comuni, al fine di ricostruire bene cosa sia avvenuto e se l’incontro tra i due sia stato casuale. Determinante, a questo proposito, anche il contenuto della messaggistica sulle chat dei telefoni cellulari. Così come la documentazione medica sulle condizioni della ragazza.
PROCESSO SOCIAL
Se il caso, dal punto di vista giudiziario, è ancora tutto da definire negli esatti contorni, sui social ha dato la stura a una sorta di processo sommario che vede alla sbarra ora la ragazza – accusata di «essersela cercata» per essere uscita di casa di sabato pomeriggio – ora il suo conoscente, nei confronti del quale vengono invocate financo mutilazioni fisiche. Anche quello del dibattito social è un aspetto sotto esame da parte degli investigatori. Potrebbero scaturirvi altre denunce, per reati diversi. La valanga di messaggi che si riversa, in queste ore, sul web, rischia di creare un danno ulteriore alle persone coinvolte nella vicenda, tutte minorenni e, dunque, da tutelare.
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