Depressione giovanile, come uscirne

14 Marzo 2018

Iniziativa dell’associazione “Veronica Gaia di Orio” venerdì a Scienze umane

L’AQUILA. La depressione non dev’essere più un tabù. Chi ne soffre – e chi è vicino a persone in difficoltà – deve parlarne, aprirsi, e nel caso curarsi. Gli adolescenti e le loro famiglie spesso hanno persino vergogna ad ammettere problemi legati alla depressione e i “silenzi” non fanno che peggiorare la situazione. Il consiglio direttivo dell’associazione “Veronica Gaia di Orio”, nata nel nome e nel ricordo della giovane studiosa di storia dell’arte prematuramente scomparsa, figlia dell’ex rettore dell’Università Ferdinando di Orio, ha deciso di avviare una serie di iniziative proprio per squarciare il velo sulle tematiche della depressione e di quella giovanile in particolare.
Ieri mattina tre componenti dell’associazione, il professor Massimo Casacchia, il professor Enzo Sechi e la professoressa Maria Grazia Cifone hanno presentato il primo degli eventi: venerdì, nell’aula magna del dipartimento di Scienze Umane (ex ospedale San Salvatore), alle 14, avrà inizio una giornata scientifico-divulgativa intesa come «momento di incontro sui vari aspetti della depressione e sulle modalità più efficaci di intervento e di assistenza con particolare attenzione anche all’età giovanile in cui questa patologia si può manifestare in modo insidioso».
«Le modalità comportamentali reattive, che diventano linguaggio della cosiddetta depressione giovanile», ha detto il professor Casacchia, «sono diverse e avvengono sotto i nostri occhi, quali, per esempio, la dipendenza da Internet e da smartphone che, di fatto, decontestualizzano la persona dalla realtà della vita di tutti giorni. Nell’età adolescenziale si può cadere in trabocchetti della rete molto pericolosi che possono indurre il giovane addirittura a sfidare la morte. D’altro canto, non è certo una novità», ha detto ancora Casacchia, «che in questa fase dell’esistenza è frequente la propensione al ricorso alle sostanze di abuso, soprattutto all’alcol. A volte la stessa tendenza alla violenza, attraverso il bullismo e il cyberbullismo, denota una profonda incapacità di esprimere la sofferenza in un linguaggio accettabile, privilegiando quello della violenza e del sopruso. Va segnalato un fenomeno nuovo e preoccupante di depressione giovanile, definito Hikikomori. Fenomeno nato in Giappone, rappresenta una depressione che cambia volto, in cui ragazzi decidono di tagliare i ponti con il mondo esterno, verso il quale sviluppano fobie e odio, rinchiudendosi letteralmente in casa per mesi e avendo come collegamento solo la rete».
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