Deridono una cinese sul treno: è bufera social su tre marsicane

28 Aprile 2023

Giovani di Avezzano e di due paesi dell’area filmate da una nota influencer e accusate di razzismo Le famiglie: «I fatti non sono andati così come è stato riportato». Ma la gogna mediatica è esplosa

AVEZZANO. Non potevano immaginare che si sarebbe alzato un tale polverone mediatico, le tre ragazze marsicane riprese sul treno da Como a Milano dalla regista e influencer statunitense Mahnoor Euceph. Accusate di razzismo, le tre giovani, di Avezzano, di un paese dell’hinterland e di uno della Valle Roveto, si sono ritrovate sul profilo TikTok della regista di origini pakistane mentre ridono tra loro, prendendo di mira la madre cinese del fidanzato della Euceph con dei versi imitando la lingua cinese. «Era solo un gioco», hanno poi spiegato le tre studentesse marsicane. Ma ormai quel video, con i volti non coperti delle tre ventenni, aveva fatto il giro del mondo, con quasi 20 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma social cinese. Le tre universitarie sono finite così in un tritacarne mediatico irreversibile e inimmaginabile, ricevendo gli insulti di molti utenti.
IL VIDEO
È stato postato nei giorni scorsi dalla regista ed era stato girato il 16 aprile sul treno che collega Como a Milano. In pochissimo tempo è diventato virale, balzando subito a 17 milioni di visualizzazioni e poi crescendo ancora, ricevendo oltre 2 milioni di like. Euceph era in viaggio verso Milano così come le tre marsicane - tutte universitarie nel capoluogo lombardo - che erano sedute sull'altra fila di sedili, di fronte alla regista, al suo fidanzato e alla madre di lui, di origini cinese. Secondo la regista, le risate e i versi delle tre ragazze erano rivolte proprio alla donna. Il volto delle ragazze non era oscurato e così, viste le tante visualizzazioni e la diffusione mediatica del filmato, sono state riconosciute. Il video mostra le tre giovani che ridacchiano e ripetono a più riprese il saluto cinese “Ni hao”, che significa “ciao” in cinese. Lo dicono più volte storpiando il termine. Secondo la tiktoker avrebbero storpiato il “ciao” con voce «odiosa, razzista e forte». «Mi fissavano e ridevano. All’inizio le ho ignorate, poi le ho fissate», ha scritto Euceph nella descrizione del video su TikTok. «Ho chiesto loro: C’è qualche problema?. E mi hanno detto: No, non c’è nessun problema». Poi ha cominciato a filmarle e le tre ragazze non riuscivano a smettere di ridere sotto l’occhio del cellulare che le riprendeva.
LE ACCUSE
Euceph, regista e influencer con 27mila followers su TikTok, sostiene senza mezzi termini che si è trattato di un atteggiamento denigratorio e razzista. «Mai nella mia vita ho fatto esperienza di un razzismo così palese», ha scritto nella descrizione del video, "e anche il mio ragazzo sostiene la stessa cosa. Mi aspettavo di meglio dalle nuove generazioni. Dopo aver condiviso il video, molti dei miei amici asiatici hanno raccontato le loro esperienze di razzismo in Italia e in Europa». Poi le accuse all’Italia. «L’America potrà avere i suoi problemi con il razzismo», ha scritto, «ma l’Europa è indietro di 20 anni. Spero che voi italiani riusciate a trovare queste ragazze e a farle vergognare. È stato un comportamento veramente disgustoso e spero che imparino la lezione».
LE SCUSE
Le ragazze, tutte universitarie, si sono scusate di quanto avvenuto, in particolare una di loro che ha scritto alla regista scusandosi e spiegando che il loro era un gioco tra amiche e non c’era nessun razzismo nei loro confronti: «Nessun razzismo, solo un gioco», ha scritto una delle tre. Le famiglie in queste ore, raggiunte telefonicamente, si sono trincerate dietro il silenzio pur avendo fatto trapelare, dopo aver sentito le ragazze, che le cose non sarebbero andate proprio come la regista le ha descritte. Nel video le tre marsicane ridono anche perché vedono la donna che le riprende con il cellulare. In quei momenti sapevano quindi di essere filmate. La regista non ha però voluto neanche prendere in considerazione la richiesta di scuse. «Il fatto che anche dopo essere stata svergognata pubblicamente da milioni di persone», ha risposto Euceph alla ragazza, «tu stia cercando di manipolarmi mostra non solo che si tratta di scuse completamente false, ma anche che sapevi esattamente cosa stavi facendo».
LE REAZIONI
L’indignazione social si è trasformata in una vera e propria gogna mediatica. Anche gli atenei a cui sono iscritte sono intervenuti sulla vicenda (vedi altro articolo in pagina). Un “ciao” in cinese, dunque, che stanno pagando a caro prezzo.
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