Derubata all’ex Onpi

25 Settembre 2017

L’anziana aveva nascosto i soldi nel frigo: c’è una denuncia

L’AQUILA. I furti ai danni di anziani ricoverati in istituti o nelle strutture sanitarie restano frequenti pur a fronte dei controlli.
L’ultimo è stato oggetto di una recente denuncia presentata in polizia da parte del figlio di una signora poco più che ottantenne che vive nell’ex Onpi.
«Questa volta», racconta l’uomo, «la denuncia è stata inoltrata non certo per il danno patito ma il fatto andava comunque segnalato non solo alle forze dell’ordine ma anche a chi gestisce la struttura». «Mia madre», precisa, «temendo di essere derubata ancora una volta, aveva nascosto un portafoglio con dentro 40 euro dentro il suo frigorifero e riteneva di potersi sentire al sicuro. Purtroppo non è andata così, visto che poi si è accorta che i soldi erano spariti pur avendoli nascosti in un posto che sembrava offrire tutte le garanzie vista la singolarità del luogo scelto per occultare la somma». Invece le cose sono andate diversamente e, stando così le cose, sembra che tali accorgimenti siano inutili. Eppure non sono tante le persone che hanno la possibilità di entrare nella struttura, dove, peraltro, gli anziani sono ben assistiti. La denuncia è corredata da una informativa inviata per conoscenza alla coordinatrice della struttura Giuliana Arena e al dirigente comunale Carlo Pirozzolo.
«Mia madre si è accorta del furto nel pomeriggio», è scritto nel documento, «quando si accingeva a pagare l’estetista che mensilmente svolge il servizio di pedicure. La somma sottratta era all’interno di un portafoglio e collocato nel frigorifero. Abbiamo utilizzato questo escamotage, auspicando che potesse risultare una valida soluzione rispetto sia alla miriade di furti che con assiduità mia madre subisce sia a quelli più corposi avvenuti in precedenza. È disarmante restare inermi dinanzi a questi episodi, poiché l’entità dei furti riguarda anche biancheria intima, pacchi di tovaglioli, bottiglie di profumi, biscotti, ogni bene di prima necessità. Puntualmente ho sempre fatto presente il ripetersi di tali episodi. Tenuto conto dell’atavica “normalità” e frequenza di questi accadimenti, posso sostenere che forse non sono stati mai accolti a dovere e/o sottovalutati. Dimostrazione è la mancata adozione di provvedimenti per debellare tale usanza».
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