Destino LFoundry, vertice-verità a Roma

19 Gennaio 2020

Investimenti, clienti e turni: martedì 28 convocazione del ministero. I sindacati: «Fare chiarezza»

AVEZZANO. Piano industriale, investimenti e nuovi clienti. Sono questi i punti chiave della lunga lista di interrogativi ferma da mesi nei cassetti dei rappresentanti sindacali di LFoundry in attesa di risposte concrete. L’acquisizione del 100% delle quote del sito marsicano da parte della start-up cinese Wuxi Xichanweixin Semiconductor non ha rassicurato Rsu e lavoratori che da mesi chiedono ai vertici aziendali si svelare le carte e fargli sapere di più sul futuro di LFoundry. Nel vertice in programma martedì 28 gennaio alle 10 al ministero per lo Sviluppo economico, le parti sociali vogliono conoscere il piano industriale. Nei precedenti incontri in via Molise e in Confindustria, i delegati della multinazionale non hanno mai spiegato che cosa intendono fare di questo sito, quanti soldi sono intenzionati a investirci e in che direzione vogliono andare. La priorità, quindi, è il piano, ma anche gli investimenti che i cinesi sono pronti a portare in Marsica, i clienti da attirare e i nuovi prodotti. Per ora, infatti, l’azienda continua ad avere un mono committente (On semiconductor) ma l’aspettativa è che l’offerta venga diversificata per attirare così nuovi settori e incrementare la produzione. «Mi sembra del tutto evidente che ora ci vuole chiarezza sul futuro del sito», commenta Roberto Di Francesco, Rsu Fiom-Cgil, «ci devono dire quali sono gli investimenti che intendono fare per uscire dalla crisi, quali i prodotti che andremo a realizzare e a chi andremo a vendere. Oggi i volumi di lavoro sono molti alti e quindi va sospeso quanto prima il contratto di solidarietà e vanno richiamati i dipendenti al lavoro. Ciò deve essere fatto anche per la qualità dei materiali». Per il momento, infatti, nell’azienda che produce memorie volatili, vige il contratto di solidarietà per i 1.500 dipendenti. Secondo le parti sociali, però, se la produzione continuerà a essere costante e ci si aprirà a nuovi clienti bisognerà necessariamente sospenderli. «Mi aspetto che venga presentato il piano industriale e venga chiarito se c’è un budget a disposizione e a quanto ammonta», sottolinea Michele Paliani, segretario Uilm-Uil, «e poi ci aspettiamo che ci diano novità sui nuovi prodotti e soluzioni concrete su alcuni punti chiave come per esempio la questione degli orari: oggi il modello delle 12 ore non può più andare bene, va necessariamente rivisto e va reso flessibile».
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