Detenuti al lavoro per coltivare l’aglio rosso

25 Aprile 2017

Siglata l’intesa tra la Regione e la direzione del carcere, si ricorrerà a tecniche di agricoltura biologica

SULMONA. Detenuti-agricoltori e custodi della biodiversità agricola abruzzese nel supercarcere diventato azienda agricola. Si aprono nuovi orizzonti per gli ospiti di via Lamaccio, grazie a un protocollo d’intesa siglato nella struttura penitenziaria dall’assessore regionale alle Politiche agricole Dino Pepe, dal presidente della terza commissione Lorenzo Berardinetti e dal direttore del carcere di Sulmona Sergio Romice. In particolare i detenuti coltiveranno l’aglio rosso di Sulmona, con tecniche di agricoltura biologica. L’accordo impegna le parti alla gestione dei campi di proprietà della casa reclusione di Sulmona, affinchè quest’ultima diventi parte attiva nella costituenda rete degli agricoltori custodi del germoplasma autoctono regionale (i semi tipici abruzzesi). Il carcere ha di recente acquisito la qualifica di industria agricola. Di essa fanno parte oltre ai terreni di pertinenza, un frutteto (destinato alla produzione di melograni), un forno e 8 arnie per l’allevamento di api e la produzione di miele. «L’esperienza degli anni passati e gli impegni ora formalmente assunti con la Regione», ha sottolineato Romice, «unitamente al lavoro dei detenuti, dei volontari, del personale dell’area trattamentale e contabile dell’istituto e, non ultimo, della polizia penitenziaria, fanno ben sperare per una presenza qualificata sul territorio di un’azienda agricola composta da detenuti qualificati ed esperti in produzioni biologiche e di qualità». Le tecniche saranno quelle dell’agricoltura biologica, come evidenziato dall’assessore Pepe.

«La produzione del supercarcere dovrebbe dare una mano alla diffusione dell’aglio rosso, ormai sbarcato all’estero, dall’America all’Australia passando addirittura per l’Indonesia. Un mercato globale che si amplia grazie all’e-commerce. Le vendite on-line del prodotto tipico sulmonese hanno dato una spinta decisiva alla diffusione del prodotto nel mondo. Il mercato digitale, inoltre, ha avuto l’effetto tutt’altro che trascurabile di aumentare la domanda. Così negli ultimi due anni i soci del consorzio produttori aglio rosso sono cresciuti di numero, passando da 25 a 68, e la produzione annua supera i mille quintali. Ora l’auspicio è che la produzione aumenti anche grazie ai detenuti-agricoltori del carcere di via Lamaccio. (f.p.)

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