«Di Benedetto si dimetta dalla Gran Sasso»

Il centrodestra e “L’Aquila chiama” chiedono un passo indietro dalla presidenza dell’ente partecipato
L’AQUILA. «Americo Di Benedetto deve dimettersi da presidente della Gran Sasso Acqua, incarico che riveste da 11 anni, nell’ultimo periodo in regime di prorogatio». La richiesta porta la doppia firma, della coalizione di centrodestra e del movimento civico “L’Aquila chiama”. Alla base, l’incompatibilità, se non formale, almeno morale dell’incarico di Di Benedetto, candidato sindaco per il centrosinistra. La Gran Sasso Acqua gestisce, come stazione appaltante, la più grande opera pubblica del post-terremoto: la rete dei sottoservizi in centro storico, un’opera da 80 milioni di euro.
«Le battaglie vanno combattute ad armi pari: Di Benedetto si dimetta o, quantomeno, si autosospenda fino al termine delle elezioni», fanno sapere dalla coalizione di centrodestra. «Se, infatti, le norme non richiedono le dimissioni dal ruolo di presidente dell’azienda pubblica che gestisce il ciclo integrato delle acque, è del tutto evidente che Di Benedetto, proprio in virtù dell’incarico che riveste, parte con una posizione di vantaggio rispetto agli avversari. Nel partito che per anni ha invocato la risoluzione del conflitto d’interessi, senza mai risolverlo, neanche quando era al governo nazionale, le dimissioni da numero uno della Gran Sasso Acqua», prosegue il centrodestra, «sarebbero per Di Benedetto forse l’unico, vero, segnale di discontinuità rispetto a Cialente, che si dimise da parlamentare solo dopo essere stato eletto sindaco. Potrebbe, invece, emulare la senatrice Pezzopane che, nel 2004, quando si candidò alle Provinciali, abbandonò lo scranno di vicepresidente del consiglio regionale». Anche “L’Aquila Chiama” parla di «incarico politicamente e moralmente incompatibile. La discontinuità in politica si misura dalle azioni e dalla pratica, non da vuote parole dette in una trasmissione televisiva o durante un comizio elettorale. Discontinuità con il passato, per esempio, significa prevenire ogni possibile conflitto di interessi. Ci aspettavamo che Di Benedetto si dimettesse da presidente della Gran Sasso Acqua, consorzio pubblico di proprietà per il 46% del Comune», dicono dall’Aquila Chiama, «è, infatti, lampante ed evidente l’inopportunità di essere contemporaneamente candidato sindaco e presidente della stazione appaltante responsabile dell’appalto pubblico più imponente della ricostruzione post-sisma. Chiediamo agli aquilani e alle aquilane di diffidare di chi si riempie la bocca dei concetti di discontinuità e rinnovamento», affermano i rappresentanti del movimento, «solo l’essere costretti a chiedere pubblicamente le dimissioni di Di Benedetto la dice lunga sul modo di fare politica dei nuovi personaggi del centrosinistra cittadino. Tra noi e loro c’è un solco profondo: quello dell’interesse della comunità». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

