Di Berardino: mai pensato di mollare

L’intervista al vicesindaco che ha retto l’amministrazione comunale da luglio 2021
AVEZZANO. Ha tenuto «in piedi la baracca», come dice lui stesso, sorridendo, in mesi difficili. Ha dovuto sostituire il sindaco, mantenere equilibri in maggioranza, guidare l’esecutivo. Domenico Di Berardino, fedelissimo alleato del sindaco Gianni Di Pangrazio (entrambi di Paterno), ha svolto le sue funzioni di vice e portato avanti il lavoro in quello che definisce «un periodo storico senza precedenti».
Sono stati 15 mesi difficili e lunghi. Anche per lei l’incubo è finito?
«Ma no, non scherziamo. Il periodo che abbiamo attraversato e che stiamo ancora vivendo è unico nel suo genere a livello epocale: quello che mi ha colpito è stato sperimentare il grande senso di appartenenza di questa terra. Ho riscontrato che nelle difficoltà ognuno di noi ha delle capacità reattive anormali. Devo dire grazie a una squadra come la nostra, a cui devo molto: grazie ai consiglieri di maggioranza e di minoranza con i quali c’è stata anche della collaborazione. Molti punti dell’ultimo consiglio, per esempio, sono stati votati all’unanimità».
Chi l’ha aiutata di più in questo periodo?
«Tutta la squadra di giunta, coesa, con la quale abbiamo portato avanti un momento difficile ma intenso e con risultati. Abbiamo raggiunto obiettivi importanti, ma difficili da conquistare. Il lavoro non è finito. Ora si riparte più forte di prima anche con il nostro sindaco. Con lui si programmerà un’azione incisiva».
Lei è mai passato per la mente di mollare tutto?
«Mai. Ci sono stati momenti durissimi, non duri, ma mai ho pensato di fare un passo indietro. Non te lo puoi permettere se ricopri un ruolo come questo e sarebbe un atteggiamento egoistico. La cosa più importante è tenere duro, coinvolgere tutta la squadra e condividere ansie e soddisfazioni».
I giudici, dopo 15 mesi, hanno assolto Di Pangrazio, cosa ne pensa di questa sentenza?
«Credo che quanto accaduto rientrava nelle nostre speranze e nelle nostre certezze. Dobbiamo avere tutti insieme fiducia, sempre, nelle istituzioni».
Cosa c’è da aspettarsi per il futuro?
«Da qui a un mese ci saranno novità importanti»
Quali?
«Non mi faccia anticipare nulla».
Ma non ha neppure una critica da fare?
«Sì, al sistema Italia che non ha funzionato. Ci sono iniziative come il Superbonus che dovrebbero andare di pari passo con la riorganizzazione degli enti locali che invece sono abbandonati a se stessi».
Che farà ora?
«Tornerò a occuparmi del sociale, sabato abbiamo approvato un ottimo piano e nei prossimi tre anni avremo oltre 13 milioni di finanziamento a fondo perduto». (p.g.)

