Di Ciccio: «I voti sono validi, nessuna scheda contestata»

Rocca di Mezzo, la replica del sindaco dopo la decisione del Tar che ha ordinato nuove elezioni Pronto il ricorso al Consiglio di Stato: ora ci sarà il blocco dell’attività amministrativa dell’ente
L’AQUILA. La clamorosa decisione del Tar di annullare le elezioni al Comune di Rocca di Mezzo, sentenza che ha mandato a casa il sindaco Mauro Di Ciccio e la sua maggioranza dopo il ricorso presentato dal candidato sconfitto Emilio Nusca, ha scosso l’ambiente politico rocchigiano. E arriva subito la replica di Di Ciccio, che si era imposto alle elezioni con dieci voti di scarto.
«La sentenza», commenta Di Cioccio, «ha preso in considerazione errori, omissioni e incongruenze nella compilazione del verbale riassuntivo delle operazioni elettorali del seggio numero 1. Tali incongruenze sono riferibili esclusivamente a “disattenzioni” del presidente di seggio e si riferiscono ad attività di compilazione, registrazione e calcolo e non alla legittimità delle operazioni di voto, peraltro, mai messe in discussione. Al riguardo si rileva che non risulta contestata nel merito alcuna scheda elettorale».
«Il presidente», aggiunge, «secondo la sentenza, ha trascritto in modo erroneo e incongruo i dati riferiti al numero dei votanti, delle schede consegnate dalla prefettura e delle schede complessivamente autenticate. In particolare si è constatata la non corrispondenza tra le schede scrutinate e quelle autenticate, dalla quale il Tar ha dedotto la illegittimità del voto. Non c’è stato alcun riconteggio delle schede attribuite a me e al candidato ricorrente Emilio Nusca: rimane inalterata, quindi, la scelta di voto già espressa legittimamente dagli elettori. Rilevo, infine, sommessamente, e a ogni buon conto, il dato oggettivo e indiscutibile che il presidente del seggio 1 è il cugino di primo grado del ricorrente. Specifico che ho già dato mandato ai miei legali di inoltrare immediatamente il ricorso al Consiglio di Stato per la riforma della sentenza citata». «Rilevo con rammarico», conclude Di Ciccio, il quale è assistito dall’avvocato Carlo Benedetti, «che la situazione che si è venuta a creare comporterà inevitabilmente il blocco dell’attività amministrativa con grave danno per i cittadini di Rocca di Mezzo».
La decisione del Tar è stata drastica. Al punto che, dopo le verifiche sulla regolarità del voto, i giudici hanno disposto l’invio della sentenza alla Procura della Repubblica e al Consiglio di Stato. «Dal quadro delineato», si legge nella motivazione, «emerge la complessiva inattendibilità dei risultati della sezione 1 inficiati dai vizi dedotti con il ricorso che, alla luce dei princìpi giurisprudenziali richiamati, inficiano in radice le operazioni elettorali della sezione 1 non essendo possibile considerare irrilevanti le indicazioni contenute nel verbale delle operazioni elettorali posto che le incongruenze sono state confermate dalle risultanze della verificazione». Il ricorso, per conto di Nusca, è stato redatto dagli avvocati Roberto Colagrande, Arturo Cancrini, Gianluigi Pellegrino.
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