Di Loreto alla guida della Saca
Il braccio destro dell’assessore Gerosolimo amministratore unico della società
SULMONA. Luigi Di Loreto è il nuovo amministratore unico della Saca. L’elezione è arrivata nel corso dell’assemblea dei soci riunita ieri pomeriggio nella sede della società all’interno del nucleo industriale. Una nomina ampiamente annunciata nei giorni scorsi tanto che i socialisti, prima con un comunicato e poi nel vertice di maggioranza di lunedì scorso, avevano espresso perplessità non sulla persona ma sul metodo di una scelta verticistica che ha portato alla designazione dell’avvocato pratolano. È stato infatti il sindaco di Sulmona a indicare il nome di Di Loreto, braccio destro dell’assessore regionale Andrea Gerosolimo. Anche se ieri il sindaco Casini non ha partecipato all’assemblea delegando al suo posto Alessandra Vella, assessore ai Servizi e al Patrimonio. Così l’assessore regionale è riuscito a portare al vertice della Saca, una delle aziende più importanti del territorio, un suo uomo. Scelti all’unanimità anche i tre revisori dei conti: nel collegio sindacale entrano la presidente uscente Lucia Romano, espressione dell’Alto Sangro, Lodovico Presutti, (indicato dal centrosinistra), commercialista pratolano e Alessandra Di Nino, sorella di Antonella, vice coordinatrice regionale di Forza Italia. Anche quest’ultima designazione ha suscitato qualche perplessità, visto che oltre all’amministratore unico anche due revisori dei conti sono residenti a Pratola Peligna dove si andrà al voto la prossima primavera. La Saca resta quindi un fortino pratolano, dopo l’esperienza di sei anni portata avanti dall’ingegnere Domenico Petrella alla guida della società. Nel corso della riunione l’amministratore unico uscente ha tracciato un bilancio della sua attività mettendo in evidenza la crescita economica della società e nello stesso tempo due criticità: la morosità degli utenti salita a 2 milioni di euro e la scarsa collaborazione delle banche che non permettono la programmazione di investimenti consistenti, perché poco propense a concedere mutui. (c.l.)
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