Di Marzio verso la sfiducia Bianchi in pole position

12 Marzo 2019

Il gruppo del Pd sta preparando la mozione contro la presidente del consiglio Ma intanto fa discutere la promozione del vicecomandante della polizia locale

SULMONA. Giorni contati per il presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio. Il gruppo consiliare del Pd è al lavoro per presentare la mozione di sfiducia nei confronti del massimo rappresentante dell’assise civica eletto all’unanimità nel 2016. Oltre ai tre consiglieri del Pd, ne occorrono altri due, che sicuramente saranno trovati nella maggioranza, per portare in aula la mozione che dovrebbe sancire la fine dell’esperienza alla guida del consiglio comunale. All’origine dell’iniziativa il fatto che Di Marzio avrebbe sostenuto alle Regionali il suo compagno di partito, Fabio Pingue. Ma soprattutto ha partecipato alla conferenza stampa nel corso della quale “Avanti Sulmona” ha annunciato l’uscita dalla maggioranza e il conseguente ritiro dell’assessore di riferimento, Antonio Angelone. Tra i possibili candidati alla successione si fa sempre più insistente l’opzione Elisabetta Bianchi. Una mossa strategica da parte dei Democratici che mira ad allargare il fronte dei gruppi coinvolti nel nuovo patto amministrativo nato dall’accordo tra Annamaria Casini e l’ex sindaco Bruno Di Masci, suo rivale nelle ultime elezioni amministrative. In un primo momento la poltrona della presidenza del consiglio comunale era stata promessa a Fabio Ranalli, anche perché sarebbe stata la soluzione più logica essendo l’attuale vicepresidente. Ma, dopo la nomina di due assessori di area Pd, Mauro Tirimacco e Luigi Biagi, ai Democratici è stato fatto rilevare che un ulteriore incarico importante sarebbe stato eccessivo.
Intanto, va avanti la questione sollevata in consiglio comunale proprio dallo stesso Ranalli, dalla Bianchi e da Mauro Tirabassi (Alleanza per Sulmona), sulla promozione da capitano a maggiore del vicecomandante della polizia locale, Leonardo Mercurio. I tre dopo aver ritenuto insoddisfacente la risposta data in aula, venerdì scorso dal sindaco Casini, hanno annunciato un’interrogazione consiliare e Ranalli ha già chiesto al primo cittadino di fare chiarezza sul caso, adottando i necessari provvedimenti. I tre consiglieri comunali temono che il caso di Mercurio possa diventare il replay della vicenda relativa al comandante Antonio Litigante, andato in pensione dal primo marzo scorso, costata un mucchio di soldi alle casse comunali, tra cause civili e ricorsi amministrativi.
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