Di Masci al centrodestra: «Dimettiamoci insieme»

Per l’ex sindaco non ci sono alternative per evitare un lungo commissariamento Federico (Lega) raccoglie l’invito: i nostri pronti a lasciare per il ritorno al voto
SULMONA. «Non ci sono più i margini per una mozione di sfiducia in consiglio comunale, si rischierebbe di mettere la città nelle mani di un commissario prefettizio per lungo tempo. L’unica strada è quella delle dimissioni contestuali. Noi siamo pronti e spero che anche i tre del centrodestra lo siano, per ridare da subito la parola ai cittadini».
L’ex sindaco Bruno Di Masci stringe i tempi e invita i rappresentanti del centrodestra cittadino a seguirlo sulla strada più breve per mettere fine all’amministrazione guidata dal sindaco Annamaria Casini. «Dopo aver preso atto della presunta volontà espressa da Fabio Federico (Lega), Vittorio Masci (Fratelli d’Italia) ed Enzo Fusco (Forza Italia), secondo i quali ci sarebbe l’intenzione dei consiglieri comunali Elisabetta Bianchi, Roberta Salvati e Mauro Tirabassi di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco per tornare a nuove elezioni», afferma Di Masci, «vorrei comprendere alcune cose che, a questo punto, appaiono fondamentali per orientare l’azione di ciascuno di noi. Vorrei comprendere se sia chiaro ai sottoscrittori del comunicato che non ci sono più i tempi tecnici necessari per discutere e votare una mozione di sfiducia. Per cui se, a questo punto, i consiglieri comunali dovessero confermare le volontà espresse nel comunicato, appare necessario comprendere se la Bianchi, Tirabassi e la Salvati sono pronti a firmare le dimissioni contestuali per tornare alle urne ed evitare un commissariamento lungo. Io sono pronto, loro siano chiari perché la città non può più attendere».
E a giudicare dalla posizione del responsabile territoriale della Lega Fabio Federico non dovrebbe esserci alcun problema, almeno per quel che riguarda il suo partito, a firmare le dimissioni contestuali.
«La proposta di Di Masci è una delle opzioni che avevamo messo in campo», evidenzia Federico, «e sappiamo perfettamente che è il presidente del consiglio comunale che oggi ha in mano le carte del gioco. E ciò perché spetta al presidente fissare la data del consiglio comunale per la mozione di sfiducia che potrebbe slittare dopo il 21 febbraio, aprendo così le porte a un lungo commissariamento. Ipotesi che il centrodestra non vuole assolutamente perché, a nostro avviso, è necessario andare subito al voto. In queste ore ci vedremo con gli altri esponenti del centrodestra per decidere il giorno in cui firmare le dimissioni. Noi della Lega siamo pronti, non so se i sei consiglieri di maggioranza faranno, però, altrettanto».
Va ricordato che sono nove le firme necessarie per poter mandare a casa il sindaco Casini. E a questo punto il primo giorno utile per procedere alla firma contestuale delle dimissioni potrebbe essere martedì prossimo.
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