Di Masci-Casini, è scontro pure sul restyling in centro

L’ex sindaco chiede la rimozione dei paletti su via Mazara e piazza del Carmine Scintille anche sul rinnovo della gara per la fornitura dei pasti nelle scuole
SULMONA. Sembra quasi di assistere alla querelle tra Di Maio e Salvini che, pur facendo parte dello stesso governo, ogni giorno non perdono l’occasione per attaccarsi.
Ma in questo caso lo scontro è tra Bruno Di Masci e il sindaco Annamaria Casini. E sono scintille all’interno della maggioranza del Comune di Sulmona. Dopo aver detto chiaro e tondo di non essere d’accordo sulle modalità con le quali è stato articolato il capitolato d’appalto per il rinnovo del servizio delle mense scolastiche, che vale la pena ricordare vale 2 milioni e mezzo di euro per tre anni e oltre 4 milioni per cinque anni, e che secondo i Democratici «vanno assolutamente riviste per privilegiare l’economia del territorio», ieri la lite è scoppiata sui dissuasori posizionati in piazza del Carmine e in via Mazara per eliminare una decina di parcheggi. E il più deciso a contrastare il nuovo progetto, che prevede la collocazione di una serie di paletti di ferro anche in mezzo a piazze e in angoli caratteristici del centro storico, è proprio l’ex sindaco Bruno Di Masci, che ha chiesto l’immediata rimozione dei dissuasori. «Sono un pugno in un occhio e bisogna toglierli subito, trovando altre soluzioni che siano meno impattanti in una città come la nostra ricca di bellezze artistiche e architettoniche», tuona Bruno Di Masci. «Magari fioriere o cose del genere, ma non quei pezzi di ferro pericolosi e antiestetici, colorati senza alcun criterio e in angoli tra i più suggestivi della città». La richiesta dell’ex sindaco è ora al vaglio del Quarto settore del Comune e in particolare del Rup, Fabrizio Petrilli che si è detto possibilista circa alcuni ritocchi da apportare al progetto, magari togliendo i contestatissimi dissuasori.
«Mi sembra di stare nel programma “dilettanti allo sbaraglio”», prosegue giù duro Bruno Di Masci. «Sono stati decisi interventi nel centro storico della nostra città, rimasta tra le poche in Abruzzo ad averne uno di così alto valore, in maniera approssimativa e senza una concertazione con le categorie interessate, a cominciare dai residenti e dai commercianti che nel centro storico ci vivono e ci lavorano tutti i giorni». Insomma, mense e dissuasori possono diventare un caso politico in grado di minare la stessa sopravvivenza della cosiddetta giunta di salute pubblica, troppe volte traballante negli ultimi tempi per le tante divergenze politico-amministrative. E il prossimo appuntamento con le elezioni europee potrebbe rappresentare un deciso banco di prova per la tenuta della maggioranza, così come ha più volte ribadito l’ex sindaco Di Masci. «Se il Partito democratico non migliorerà la performance elettorale rispetto alle Regionali», ribadisce, «saremo pronti ad andare tutti a casa».
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