Pratola Peligna

Di Nino: "Ecco come la Valle Peligna potrà rinascere"

23 Febbraio 2026

La sindaca di Pratola Peligna al Centro: «Senza la presenza industriale è difficile immaginare una prospettiva di recupero dei livelli occupazionali»

PRATOLA PELIGNA. Antonella Di Nino, sindaca di Pratola Peligna e già presidente della Provincia dell’Aquila, ha le idee chiare: per rilanciare concretamente la Valle Peligna bisogna fare squadra e crederci, anche perché le eccellenze e i punti di forza sul territorio non mancano di certo. L’abbiamo intervistata.

La Valle Peligna lamenta da tempo problemi occupazionali. Com'è la situazione a Pratola? L'amministrazione comunale ha previsto interventi concreti di sostegno?

«La crisi della Valle Peligna ha radici lontane e chiama in causa anche le politiche attuate ai vari livelli, che hanno sostanzialmente privilegiato il meccanismo degli incentivi, finiti i quali, nel passato, le aziende hanno scelto altre strade. Io credo che oggi siamo di fronte a un bivio per le aree interne e che dunque vadano pensati strumenti nuovi per uscire dalla crisi e dallo spopolamento. Serve innanzitutto accompagnare la ricerca nel favorire nuovi incentivi per il sostegno concreto a chi è rimasto, con coraggio, a operare su un territorio svantaggiato. Imprese che si sono esposte per continuare a operare e hanno ora pochi margini per investire. Serve un intervento congiunto tra governo centrale e Regione, che prenda atto della crisi strutturale acuta di territori come il nostro e punti a sostenere chi è rimasto nella Valle Peligna».

E della Zona economica speciale che mi dice?

«Anche lo strumento importante della Zes, che ha visto Pratola Peligna protagonista nella richiesta e nel successivo inserimento nella sua perimetrazione, doveva prevedere un maggiore sostegno alle imprese già esistenti, oltre ad arricchire le misure per attrarre nuovi investimenti sostanzialmente limitate al credito d'imposta. Per le aree interne serve la consapevolezza di una nuova fase per superare l'emergenza. I sindaci possono ben poco di fronte a fenomeni condizionati da fattori esterni che limitano persino la portata delle politiche nazionali. Nel nostro piccolo, a Pratola Peligna abbiamo cercato di cogliere le opportunità legate alla ricostruzione post sisma e al contrasto al degrado per coinvolgere le imprese locali e sostenere la nostra economia, ottenendo risultati importanti. Ma nel complesso serve una nuova fase per i nostri territori».

In questo quadro la promozione turistica è sicuramente importante. Voi vi eravate candidati per Arrostiland 2026 ma non è andata come speravate. Qual è il vostro bilancio? Siete comunque soddisfatti?

«Il turismo rappresenta certamente un comparto decisivo per agganciare la prospettiva del rilancio. Va però inserito in una cornice integrata di supporto regionale e collaborazione tra le varie realtà. Da parte nostra abbiamo sempre cercato di cogliere ogni opportunità e Arrostiland, nonostante l'esito finale, è stata una di quelle. Proprio l'organizzazione del sopralluogo ha creato le condizioni per la nascita di due associazioni, che stanno dando vita a diverse iniziative. Senza la presenza industriale, però, è difficile immaginare una prospettiva di recupero dei livelli occupazionali».

Pratola Peligna punta molto anche sugli eventi: si pensi al Carnevale Pratolano o ai festeggiamenti per la Madonna della Libera, Sant'Antonio e la Madonna della Neve. 

«I festeggiamenti per la Madonna della Libera, al di là del significato religioso e del valore legato al senso di appartenenza della nostra comunità, comportano ogni anno un grande numero di presenze nel nostro paese. Più che una manifestazione è un fatto emotivo e insieme di partecipazione, e in questo novero possiamo includere anche gli altri festeggiamenti a carattere religioso, che rinnovano ogni anno il senso di comunità e vicinanza. Sono molto importanti, da questo punto di vista. Il Carnevale pratolano è da anni un'iniziativa molto apprezzata, di gioia e divertimento, che richiama presenze da tutto il territorio».

Lei, oltre che sindaca, è un avvocato, quindi una professionista. Quali opportunità vede nello sviluppo futuro del territorio?

«In questo momento il nostro territorio deve innanzitutto ottenere la certezza definitiva sulla presenza del tribunale di Sulmona, migliorare l'offerta sanitaria legata al potenziamento del presidio ospedaliero di Sulmona, assicurare la presenza della Magneti Marelli. Poi puntare sul miglioramento dei collegamenti ferroviari e, come sottolineavo in precedenza, auspicare iniziative per supportare concretamente chi opera in queste nostre aree interne insidiate dallo spettro dello spopolamento».

Seppur meno "strombazzato" rispetto ad altre realtà abruzzesi, anche il comparto vitivinicolo di Pratola e della Valle Peligna può vantare prodotti di eccellenza. Ritiene fattibile la promozione di una Doc specifica, sulla scia di quanto già avvenuto in altre zone della regione?

«Il comparto vitivinicolo è certamente una nostra eccellenza. I nostri imprenditori hanno saputo raccogliere le sfide dell'innovazione con coraggio e spirito di iniziativa, e i prodotti del territorio sono conosciuti e apprezzati ovunque. Su questa base, ogni fattore di potenziale miglioramento va accolto e sostenuto».

@RIPRODUZIONE RISERVATA