Di Orio: «Prima di giudicarmi aspettate la Cassazione»
L’AQUILA. «Pur non essendo da tempo molto interessato a seguire le plurime azioni giudiziarie contro di me promosse in varie sedi dal professor Tiberti, occupandomi di cose e di valori ben più...
L’AQUILA. «Pur non essendo da tempo molto interessato a seguire le plurime azioni giudiziarie contro di me promosse in varie sedi dal professor Tiberti, occupandomi di cose e di valori ben più importanti che danno a me una ragione di vita e per i giovani del nostro territorio una speranza, avverto la necessità di fornire precisazioni». Lo scrive l’ex rettore Ferdinando di Orio in relazione alla condanna da lui subita dopo la denuncia di Tiberti. «Nel giudicare una vicenda del tutto personale ed a mio parere di nessuna rilevanza penale», dice, «la Corte di Appello di Roma ha confermato l’impianto accusatorio del Tribunale che aveva qualificato il reato non concussione ma induzione indebita, ma ha ridotto la pena da tre anni a due anni e sei mesi, e ha revocato la pena dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici e ridotto l’importo della provvisionale. Se vige anche per me la presunzione di innocenza fino al passaggio in giudicato della sentenza, voglio sperare che le persone di buon senso e coloro che hanno conosciuto il forte impegno per la crescita dell’Università vogliano attendere il verdetto della Cassazione alla quale verrà proposto dai miei difensori ricorso, prima di maturare un convincimento sulla mia persona».
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