Di Pangrazio: chiarezza sul caso di Neurochirurgia

Il sindaco di Avezzano a Tordera: «Il manager della Asl deve ascoltare le istanze di 140mila cittadini marsicani. Al reparto sono legate le vite di tutti noi»
AVEZZANO. «Il territorio pretende e merita chiarezza una volta per tutte». A parlare sulla vicenda del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano, chiuso questa estate dal primario dell’Aquila, Renato Galzio, è il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che batte i pugni e lancia anche lui un ultimatum.
Dopo la presa di posizione di numerosi colleghi dei Comuni marsicani, e del consigliere regionale Emilio Iampieri, pronti a occupare l’ufficio del direttore generale, ora anche il sindaco della principale città della Marsica torna alla carica. Già nei mesi scorsi era stato in prima linea per la riapertura del reparto e in più occasioni aveva sollecitato l’intervento della Regione e della Asl, ricevendo in più frangenti rassicurazioni. Ora, stanco di questa interminabile vicenda, vuole una risposta certa, sia sui tempi, sia sull’assetto che avrà il reparto, e cioè quanti posti letto e quanti neurochirurghi in servizio.
Le critiche riguardano l’intervento, l’ennesimo del manager Rinaldo Tordera, definito fumoso e ambiguo. Ha parlato infatti di «protocollo» e di «presa in carico del paziente», utilizzando sempre il termine «servizio» invece che quello di reparto o di unità operativa. Ciò ha insospettito la classe politica marsicana che si sente presa in giro.
«È ora che si faccia chiarezza una volta per tutte», tuona Di Pangrazio, «e che le ragioni e le istanze di oltre 140mila cittadini non vengano solo ascoltate, ma vengano finalmente rispettate. Neurochirurgia non è un optional per il nostro territorio, ma un servizio al quale sono legate le vite di tutti noi cittadini. Per non parlare della correlazione con la Stroke unit di Avezzano che è un’eccellenza dell’intero Abruzzo, a maggior ragione nel momento in cui si renda necessaria l’azione della radiologia interventistica».
Di Pangrazio fa poi riferimento ai servizi di emergenza e urgenza nel caso di pazienti politraumatizzati. La richiesta del primo cittadino è chiara e per tale motivo Di Pangrazio si aspetta una risposta altrettanto trasparente: «Attendiamo il ripristino dell’unità operativa semplice dallo scorso agosto che deve essere assicurata fino all’entrata in vigore del nuovo piano sanitario».
Un monito, oltre che al direttore generale, anche all’assessore regionale Silvio Paolucci. «Come primo cittadino e presidente dell’Adunanza dei sindaci della Marsica», conclude Di Pangrazio, «ritengo sia arrivata l’ora che chi di dovere si assuma le responsabilità di decidere nella direzione più giusta, che va di certo verso la tutela del nostro territorio e dei servizi che merita».
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