Di Pangrazio: «Il mio Movimento civico non ostacolerà il Pd»

21 Dicembre 2017

AVEZZANO. «Un movimento vicino alla gente e alle amministrazioni locali». Così Gianni Di Pangrazio ha definito il Movimento civico in difesa delle Aree interne, presentato ieri pomeriggio nella sala...

AVEZZANO. «Un movimento vicino alla gente e alle amministrazioni locali». Così Gianni Di Pangrazio ha definito il Movimento civico in difesa delle Aree interne, presentato ieri pomeriggio nella sala della Residenza dei Marsi. Un nuovo percorso nato dall’esperienza politica della coalizione guidata dall’ex sindaco di Avezzano che, in vista delle elezioni politiche di primavera, punta ad attrarre le energie e le professionalità in tutti gli ambiti della società civile, dalla pubblica amministrazione all’imprenditoria, al mondo della cultura e dell’associazionismo.
Qual è la caratteristica più importante del movimento?
«Il punto focale è sicuramente quello di dare voce alle aree interne. E non parliamo solo della Marsica e della provincia dell’Aquila, ma anche delle altre province abruzzesi. Non possiamo avere la stessa legge che hanno le aree costiere, è chiaro che bisogna differenziare. Ci sono questioni di territorio, di viabilità, di collegamenti».
Quale messaggio vorrebbe far arrivare ai cittadini?
«Vorrei che passasse la nostra intenzione di riconquistare la loro fiducia. Siamo davanti a uno scollamento della società dalla politica. E poi servono le persone competenti. Questo movimento non a caso si avvale di gruppi di lavoro capaci di riformulare la risposta della politica ai cittadini con azioni concrete. Attualmente solo gli addetti ai lavori sono ancora interessati alla politica».
Non le sembra una contraddizione aderire a un progetto orientato verso il centrodestra dopo una competizione elettorale in cui è stato sostenuto prevalentemente dal centrosinistra?
«No, perché prima di tutto questo movimento è inclusivo e poi perché mi candido come civico, né con il Pd né con l’Udc. Al contrario, siamo disponibile a dialogare con chi ha a cuore il bene dei cittadini e condivide il nostro programma. Il nostro è un movimento di moderati, come me, che guarda alle cose concrete con capacità e professionalità, alle persone che non hanno più fiducia nei partiti tradizionali. Non è escluso nemmeno che il nostro movimento possa aderire ad altri movimenti e ad altri nuovi partiti che abbiano a cuore l’Italia e non lo spirito di contrapposizione».
Non crede che la sua candidatura possa essere in contrapposizione con quella di suo fratello Giuseppe del Pd?
«Lui non ha mai detto di essere candidato. E poi io non mi contrappongo, porto invece avanti il mio progetto, quello di stare in mezzo alla gente, dare la voce ai sindaci, alle comunità locali e alle pubbliche amministrazioni come i comuni, abbandonate a se stesse. Non c’è più quella spinta per le autonomie locali di una volta. Qualcosa non funziona. Invece, il nostro movimento sarà capace di rendere protagonisti i sindaci e i cittadini».
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