Di Pangrazio si ripresenta: «Se vinco sposto il T-red»

L’ex sindaco e consigliere d’opposizione inaugura la sede e illustra il programma Nelle sue sette liste convergono tanti scontenti di centrodestra e centrosinistra
AVEZZANO. Gianni Di Pangrazio, candidato sindaco, affida agli elettori avezzanesi la «scelta» del futuro presidente del consiglio comunale. Nel giorno dell’apertura della sede elettorale, in Corso della libertà, affollata di candidati e sostenitori, l’ex sindaco (dal 2012 al 2017) ed ex consigliere d’opposizione, in corsa per un secondo mandato per la guida della città, ha lanciato la proposta mirata a «dare più peso al voto dei cittadini e a stimolare una competizione positiva tra i candidati che, al di là delle appartenenze partitiche, si stanno impegnando per dare alla nostra amata città un governo di persone libere, senza condizionamenti. Ai cittadini che ci spronano e che spero ci onoreranno del loro voto per vincere la sfida elettorale nel segno dei contenuti», ha assicurato Di Pangrazio, ai titoli di coda del discorso programmatico dove ha illustrato i punti salienti, «assicuro che proporrò a chi avrà l’onore di poter sedere sugli scranni del consiglio comunale, di eleggere presidente chi otterrà il maggior numero delle preferenze della nostra coalizione».
L’elezione, infatti, spetta ai consiglieri. L’ex sindaco partito con l’idea di mettere in piedi 2 o 3 liste, grazie alle divisioni e le contrapposizioni personali e politiche, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, è diventato il punto di convergenza di tanti scontenti che lo hanno spinto a raggiungere 7 liste: tra i nomi più noti l’ex presidente del Cam, Lorenzo De Cesare, l’ex arbitro di serie A, Bruno Di Cola, l’ex capogruppo del Pdl, Carmelo Occhiuto, l’ex presidente del Gal, Rocco Di Micco, l’ex aspirante sindaco, prima del Covid, Carmine Silvagni.
Da ago della bilancia, quindi, Di Pangrazio punta al bersaglio grosso, con in cima alla lista la difesa della sanità, il lavoro, la riattivazione dell’adunanza dei sindaci, la salvaguardia del tribunale, il rilancio della cittadella dello sport, il completamento del progetto scuole sicure, la sicurezza e il sostegno a vecchie e nuovi poveri. Il candidato, che si definisce moderato, punta pure alla revisione del Piano regolatore e del piano commercio, alla valorizzazione del settore agricolo del Fucino, alla riqualificazione della riserva del Salviano, alla realizzazione del parco urbano più grande dell’Abruzzo unendo l’ex complesso Arssa (in via di riqualificazione coi fondi Masterplan) con piazza Torlonia, l’ex Omni e il castello Orsini. «Sarà collegato con un ponte, con binocoli panoramici nei punti più alti», ha spiegato, «per far conoscere ai nostri giovani uno dei volani economici e occupazionali della nostra terra: il Fucino».
Nel giorno della riattivazione del T-red, il candidato sindaco ha preso un altro impegno. «Se tornerò alla guida di Avezzano», ha assicurato, «sposteremo il T-red dall’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori a quello di via Nuova, dove si sono registrati incidenti mortali».
All’apertura della sede spiccavano nuovi potenziali alleati, come l’avvocato Gianluca Presutti, presidente della Camera penale a lungo in predicato per la candidatura a sindaco per FI, Maurizio Bianchini, dirigente marsicano di Fratelli d’Italia, l’ex capogruppo di Responsabilità civica e presidente del consiglio di sorveglianza del Cam, Alessandro Pierleoni, nonché l’assessore leghista di Massa d’Albe, Nicola Blasetti, promotore della lista dei dissidenti del Carroccio dove sono candidati, tra gli altri, Anna Catini e Cesidio Chiarilli, in corsa con Di Pangrazio. A portare un saluto è spuntato pure l’avvocato Antonio Milo .
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