Di Pietrantonio attacca: «Sentenza inaccettabile»

L’AQUILA. «La sentenza choc fa venire i brividi, è un attacco inaccettabile delle istituzioni»: così la scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio entra nella questione del pronunciamento del...
L’AQUILA. «La sentenza choc fa venire i brividi, è un attacco inaccettabile delle istituzioni»: così la scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio entra nella questione del pronunciamento del tribunale civile dell’Aquila che assegna il concorso di colpa, per la loro stessa morte, a tre vittime del crollo del civico 6/B di via Campo di Fossa nel sisma del 2009.
«Io credo che quando arriva un attacco a una persona cara, viva, sia una cosa dolorosa a cui si reagisce, ma forse è ancora più doloroso quando questo attacco arriva a un proprio caro morto che quindi non si può difendere e noi genitori, parenti, cittadini dell’Aquila siamo chiamati a quella difesa», dice la scrittrice, continuando: «Se poi l’attacco arriva addirittura dalle istituzioni, dalla Giustizia, penso che questo sia veramente inaccettabile e quindi avevo i brividi pensando a questi genitori, al dolore, all’indignazione che possono ancora provare nel vedere questa conversione da vittime a colpevoli. In fondo molti erano giovani, in fondo queste persone hanno avuto il torto di essersi fidate, di essersi affidate alle autorità competenti che continuavano a ripetere di restare nelle case. Quest’autorità, oltretutto, era la commissione Grandi Rischi. Peraltro la commissione Grandi Rischi non è stata condannata. Quindi, assolta la Commissione Grandi Rischi – colpevole, lo sappiamo, di aver rassicurato quando non ce n’erano gli elementi, perché la verità scientifica è che non si poteva prevedere un terremoto di quelle proporzioni, ma non si poteva neanche prevedere che non ci fosse – e colpevoli al 30% le vittime che hanno creduto che le case fossero sicure».
Le parole di Di Pietrantonio sono state espresse in un contributo video realizzato per il progetto “Resistenze” del Consultorio Aied dell’Aquila, in cui compare insieme alla psicoanalista Spi del consultorio Valentina Nanni. Il video «affronta il tema delle “resistenze”, al plurale, per includere la nostra storia, le lotte che oggi, a pochi passi da noi, si consumano incredibilmente sotto gli occhi del mondo, ma anche le lotte interne delle persone che incontriamo nella nostra quotidianità e quelle dei personaggi resistenti che la penna della scrittrice è riuscita brillantemente a produrre», si legge in una nota di presentazione. Tanti i temi toccati nella video-intervista. Di Pietrantonio ha parlato anche della difficile costruzione dell'identità quando ogni senso di appartenenza è perduto: «Quelle condizioni anche traumatiche che se non ti uccidono, se non ti annientano come individuo, ti permettono non solo di sopravvivere, ma anche di sviluppare una forza e una resistenza particolari. Se riesci a sopravvivere a delle condizioni stressanti, come possono essere quelle offerte dalle famiglie che io racconto, diventi per necessità molto più forte, molto più resistente».
Il video è disponibile sulla piattaforma YouTube pubblicato dal canale del Consultorio Aied L’Aquila. (l.t.)

