Di Rosa si difende: quella donna aveva una tresca con mio marito

12 Ottobre 2018

SULMONA. «Volevo solo dire alla titolare dell’autolavaggio che doveva lasciar perdere mio marito. Altro che usura. Sono io la vittima di una tresca che la romena ha da anni con mio marito». Nell’inter...

SULMONA. «Volevo solo dire alla titolare dell’autolavaggio che doveva lasciar perdere mio marito. Altro che usura. Sono io la vittima di una tresca che la romena ha da anni con mio marito».
Nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto per rogatoria nel carcere femminile di Teramo, dove è detenuta insieme alla madre, Sonia Di Rosa, la donna arrestata nei giorni scorsi insieme ad altri tre familiari – il marito, il figlio e appunto la madre – con l’accusa di tentato omicidio e usura, ha rigettato ogni ipotesi di reato sostenendo di essere stata lei stessa aggredita con un forcone dal figlio della romena.
Sonia Di Rosa, che nella vicenda giudiziaria è difesa dall’avvocato Silvia Iafolla, ha inoltre affermato che a colpire la sua rivale con un oggetto pesante è stato lo stesso figlio che voleva picchiare lei. Ha rigettato ogni accusa anche la madre di Sonia, Liliana Morelli, accusata di usura e assistita dall’avvocato Giancarlo Santilli. Gli altri due arrestati, Bruno Spinelli e Luigino Spinelli, rispettivamente marito e figlio di Sonia, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per il momento gli arrestati restano in carcere, almeno fino a martedì quando il gip Marco Billi farà conoscere la sua decisione. (c.l.)
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