Di Stefano: il decreto un vero pasticcio, così non si va avanti

29 Giugno 2015

Uffici speciali e white list le preoccupazioni dell’assessore «Il pericolo è un possibile ritorno al commissariamento»

L’AQUILA. Lo definisce «un pasticcio» l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano. Nel mirino il tanto atteso decreto enti locali che avrebbe dovuto rendere immediatamente esecutive alcune previsioni del progetto di legge sulla ricostruzione, il cosiddetto «ddl Pezzopane». L’assessore contesta diversi dei 16 commi dell’articolo 11 del decreto, dedicato all’Aquila.

I FONDI. «L’unico che posso salvare è il punto (comma 15) che riguarda i finanziamenti», spiega Di Stefano. Il decreto, infatti, al penultimo comma stanzia un contributo straordinario di 8,5 milioni di euro per salvare il bilancio del Comune dell’Aquila in particolare e in minima parte di quelli del cratere. Si tratta di 7 milioni per far fronte a oneri connessi al processo di ricostruzione e di 1 milione e mezzo per integrare le risorse già stanziate a coprire l’esenzione della Tasi (tassa sui servizi indivisibili) sugli edifici inagibili. Dovranno essere divisi tra tutti i Comuni del cratere, invece, 500 mila euro. «Si tratta di fondi che servono a riparare errori già fatti dal ministero», continua l’assessore, «soldi che dovevano essere erogati prima al Comune e che invece erano stati tagliati per via del fondo dedicato al terremoto». Proprio il governo, infatti, aveva tolto al Comune dell’Aquila 7,5 milioni di fondo straordinario e circa 9 milioni dal fondo di solidarietà. Un taglio più volte sottolineato dall’assessore al Bilancio Lelio De Santis. «Nessun regalo, dunque», continua Di Stefano. «Ci è stato dato solo quello che ci era dovuto».

PROGETTISTI. Nel secondo comma del decreto si specifica che il progettista e il direttore dei lavori non possono avere in corso né avere avuto negli ultimi 3 anni rapporti di natura professionale, commerciale o di collaborazione con l’impresa affidataria dei lavori di riparazione o ricostruzione, anche in subappalto. «Questo punto ha creato un allarme inimmaginabile», spiega Di Stefano. «Le limitazioni, infatti, possono essere per i direttori dei lavori o i collaudatori, ma non per i progettisti: questo vincolo non ha senso».

NUOVO COMMISSARIAMENTO?Nel comma 14 si afferma che i titolari degli Uffici speciali vengono nominati con decreto della presidenza del Consiglio. «Con la legge Barca si era stabilito di riportare le competenze nell’alveo del dettato costituzionale, tornando all’ordinarietà. L’intesa sottoscritta dal Comune insieme a diversi ministeri specifica come viene istituito l’Ufficio speciale, le sue competenze e la nomina del titolare che è in capo al sindaco che ne firma il contratto», dice l’assessore. «Ora si fa un passo indietro. Si torna a confondere le acque: si vogliono cambiare le carte a gioco cominciato. Sono molto deluso dall’atteggiamento del sottosegretario Paola De Micheli, che ha la delega specifica per il post-sisma, con cui avevamo cominciato un lavoro proficuo. In questo decreto, al di là dei fondi, non ravvedo alcuna urgenza: la parte più importante, sulle white list da cui scegliere le imprese garantite e sulle procedure di affidamento dei lavori, è completamente sparita. E ciò, come ha già detto il sindaco, non trova giustificazioni».

Michela Corridore

©RIPRODUZIONE RISERVATA