Di Stefano si tira indietro: non mi candido a sindaco

TAGLIACOZZO. Pierluigi Di Stefano si tira indietro nella competizione elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Tagliacozzo. Qualche giorno fa, il primario chirurgo dell’ospedale di...
TAGLIACOZZO. Pierluigi Di Stefano si tira indietro nella competizione elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Tagliacozzo. Qualche giorno fa, il primario chirurgo dell’ospedale di Avezzano aveva manifestato l’intenzione di candidarsi a sindaco con una lista civica, composta da giovani. Ora, con una lettera, spiega in dettaglio i motivi che l’avrebbero spinto a impegnarsi in un progetto ambizioso: quello di riportare Tagliacozzo agli antichi splendori. Contava, per poterlo attuare, anche «sull’aiuto di chi si occupa da anni, fattivamente, di politica nella nostra città».
Si è reso conto, però, che questo «aiuto» non ci sarebbe stato. Tutt’altro. Così ha deciso di mollare. In lizza, dunque, rimangono Vincenzo Giovagnorio, Vincenzo Montelisciani e Maurizio Di Marco Testa.
Almeno per ora. «Da mesi», scrive il dottor Di Stefano, «molte persone di diverse estrazioni politiche, delle associazioni, del volontariato o semplicemente innamorate di Tagliacozzo, mi invitavano ripetutamente a proporre la mia candidatura a sindaco. Dopo tante sollecitazioni, avevo deciso, per dovere civico, di vedere se ci fossero le condizioni per portare al Comune una alleanza civica, fatta da giovani competenti, desiderosi di operare per il bene del nostro paese, che avevano scelto deliberatamente di rimanere a Tagliacozzo o di tornare dopo varie esperienze lavorative. Giovani che si interessano di politica sono merce rara e, secondo me, vanno aiutati a esprimere tutto il loro potenziale: per loro, per Tagliacozzo e per l’Italia, perché il cambiamento deve partire dalla base. Giovani che dovevano coagulare attorno a loro il consenso e l’aiuto di chi si occupa, da anni, fattivamente di politica nella nostra cittadina. Sarebbe stata mia intenzione, includere anche un rappresentante delle due comunità albanese e romena, che fanno ormai parte integrante della nostra società e hanno rivitalizzato le scuole e il paese. Chiaramente, a supporto di queste intenzioni, c’erano idee e progetti che sarebbero stati sviluppati grazie al lavoro e all’apporto competente e attento di tutti. Ringrazio tutte le persone che mi hanno fatto l’onore di chiedere la mia disponibilità, ma ho verificato che non sussistono le condizioni per una mia candidatura».
Il dottor Di Stefano conclude facendo due appelli: uno ai cittadini di tutta la provincia, «affinché tornino tranquillamente in ospedale a farsi curare e a fare prevenzione, dato che oggi i nostri ospedali sono in grado di assicurare uno standard qualitativo eccellente e un’adeguata protezione da eventuali contagi» e l’altro ai politici, di qualsiasi colore, «perché risolvano immediatamente l’annoso problema del nuovo ospedale di Avezzano».
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