Diabetologia,visite rapide Ridotte le liste d’attesa

Il manager Asl Tordera: i risultati si vedranno già nei prossimi giorni Del Boccio (Associazione diabetici): organico non depotenziato, bene così
SULMONA. Già dai prossimi giorni saranno sfoltite le liste di attesa del reparto di Diabetologia. L’annuncio è arrivato direttamente dal manager della Asl, Rinaldo Tordera, nell’incontro coi rappresentanti dell’associazione peligna diabetici. «Dall’incontro è scaturita la rassicurante attenzione, da parte della dirigenza, al superamento delle difficoltà dalla lista di attesa che dovrebbe esaurirsi entro il corrente mese di agosto», conferma Salvatore Del Boccio, presidente del sodalizio, «grazie alla certezza della presenza bisettimanale della direttrice di reparto e alla presenza delle due dottoresse come da organico e programma, oltre alla riduzione del tempo di attesa durante la visita di controllo reinserendo l’eliminacode». Nessuna rassicurazione, invece, è arrivata per il trasferimento di una delle infermiere più esperte. «Restiamo insoddisfatti per quanto riguarda il trasferimento, in altro reparto, dell’infermiera nel momento in cui era stato assicurato l’organico di tre unità», aggiunge Del Boccio, «resteremo vigili sull’evolversi della situazione e sugli impegni presi». Sono circa 3mila i pazienti seguiti dal reparto di diabetologia dell’ospedale Annunziata, con 250 malati in più ogni anno. Il rischio di ammalarsi di diabete aumenta tra i 45 e i 65 anni. Inoltre, il diabete di tipo due, che in passato veniva considerata malattia della terza età, colpisce persone sempre più giovani, marcando un netto cambio di rotta. In particolare, è in forte incremento nella fascia tra i 45 e i 65 anni. Intanto, i sindacati recuperano una rinnovata unità sul calo di prestazioni offerte dal reparto di cardiologia. Cgil, Cisl, Uil e Nursind con Anthony Pasqualone, Macello Ferretti, Mauro Incorvati e Antonio Santilli chiedono maggiore attenzione sul reparto. «La Cardio Uric sta subendo una contrazione delle attività», denunciano i sindacalisti, «tale unità, che da anni vanta un’eccellenza nell’impiantistica di dispositivi salva vita, rispetto a giugno 2015, ha registrato un decremento del 43% su pace maker e defibrillatori. La cosa è aggravata da scelte organizzative della nuova dirigenza che creano conflittualità nell’équipe medica e paramedica. A nostro avviso, tale situazione è determinata da azioni che non valorizzano le eccellenti professionalità presenti, ma che prediligono professionalità ormai prossime al pensionamento.
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