Dicembre record al Punto nascite: 28 parti in 31 giorni

6 Gennaio 2017

Santarelli: «Si conferma l’opportunità di salvare il reparto I risultati grazie anche alla nuova tecnica indolore»

SULMONA. È baby boom al punto nascita di Sulmona, dove a dicembre si sono registrati ben 28 parti in 31 giorni. Numeri da record per un reparto che era finito fra quelli da chiudere e che si guadagna la sopravvivenza. Come rassicura l’assessore alla Sanità Paolo Santarelli, che è stato anche primario del reparto. «Noi abbiamo segnali rassicuranti sul punto nascita di Sulmona», interviene, «e questa impennata di parti non fa altro che confermare la tendenza al mantenimento del reparto». Il numero crescente si registra dopo il trasloco del reparto avvenuto nei mesi scorsi dall’ala vecchia inagibile a quella nuova e dopo l’attivazione a maggio del parto indolore con la tecnica dell’analgesia. «Sicuramente il trasferimento del reparto ha aiutato dopo la psicosi del sisma e la nuova tecnica del parto in analgesia ha fatto da attrattore», aggiunge Santarelli, «certo se queste novità fossero state introdotte prima probabilmente avremmo già numeri più importanti . Ma credo che vada sottolineato soprattutto il fatto che le persone stanno recuperando fiducia nel reparto. Da qui si deve ripartire». Lo scorso 4 maggio è stato inaugurato il parto in analgesia che permette alle donne in gravidanza di gestire il dolore del parto. La tecnica offre alle future mamme la possibilità di gestire il parto in autonomia e senza sofferenze, grazie a una miscela gassosa composta a metà da ossigeno e protossido d’azoto. Lo scorso 24 dicembre era nato anche il primo figlio del consigliere di maggioranza Luigi Santilli, che ha voluto ringraziare il personale della Maternità sulmonese per la professionalità e l’umanità mostrate. Il punto nascita è finito nella riorganizzazione avviata dal ministro Beatrice Lorenzin, che prevede la chiusura per motivi di sicurezza di quelli con meno di mille parti annui, 500 in condizioni orografiche particolari. L’obiettivo del reparto, quindi, resta quello di far salire il numero dei parti. «Bisogna continuare su questa strada», conclude Santarelli, «anche se va detto che il territorio per sua densità abitativa non potrà raggiungere il numero minimo di parti. E questo va tenuto in conto». Il reparto sulmonese è finito nella scure dei tagli, partito nel 2010. Ma da sempre il Centro Abruzzo gravita attorno all’ospedale dell’Annunziata per le esigenze sanitarie: quasi 1.800 chilometri quadrati di superficie tra Valle Peligna, Valle Subequana, Valle del Sagittario e Alto Sangro.

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